Non dimentichiamo chi dimentica

Non dimentichiamo chi dimentica

Istituita nel 1994 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Alzheimer’s Disease International (ADI), per sensibilizzare l’opinione pubblica su una patologia che coinvolge i malati ma che stravolge anche la vita degli affetti più vicini, si è celebrata ieri 21 settembre, la Giornata Mondiale dell’Alzheimer.


Secondo il Rapporto Mondiale Alzheimer 2021, dal titolo “Viaggio attraverso la diagnosi di demenza” la malattia di Alzheimer è la demenza più diffusa nel mondo, ma ancora oggi un medico su tre pensa che la diagnosi sia inutile perché non esiste una terapia che consenta di guarire.


“Il 33% dei medici interpellati crede che una diagnosi sia inutile – afferma Gabriella Salvini Porro, presidente Federazione Alzheimer Italia – perché per la demenza non c’è nulla da fare: è questo il dato che più ci preoccupa del Rapporto”.
Occorre fare una precisazione per comprendere meglio la differenza tra la demenza e la malattia.
La prima descrive diverse malattie cerebrali che comportano l’alterazione progressiva di alcune funzioni come memoria, pensiero, ragionamento, linguaggio, orientamento, personalità̀ e comportamento, che interferisce con gli atti quotidiani della vita. Tra queste la malattia di Alzheimer è la più comune causa di demenza (rappresenta il 50-60% di tutti i casi). Secondo alcune stime riportate sul sito Airalzh in Italia sono 600.000 le persone colpite da Alzheimer. Si stima inoltre che entro il 2050, a causa dell’invecchiamento della popolazione, ne sarà affetta 1 su 85 a livello mondiale. Affrontare queste patologie neurodegenerative è necessaria una rete che supporti pazienti e famiglie.


Ad aiutare una valida sanità pubblica, diverse associazioni di volontariato, tra queste, nel territorio dei Castelli Romani, C.A.S.Alzheimer, che da diversi anni opera per sostenere e sensibilizzare le famiglie con persone colpite da demenza. Abbiamo raggiunto telefonicamente il dottor Mirko Menabue psicologo psicoterapeuta – Presidente C.A.S.Alzheimer che ha sottolineato quanto sia importante, per chi è colpito da demenza e affetto dalla malattia di Alzheimer, ricevere continuamente stimoli a livello cognitivo, per mantenere attive alcune funzioni. Queste stimolazioni sono necessarie a tenere elevata l’autostima del paziente, a evitare l’isolamento ma anche a migliorare la qualità della vita dei pazienti e indirettamente delle famiglie. L’associazione C.A.S.Alzheimer, costituita da circa venti volontari, opera attraverso laboratori e incontri a favore delle famiglie, per apprendere la giusta metodologia per la stimolazione cognitiva dei propri cari, ma anche laboratori a favore dei malati.


Sono attivi da maggio del 2016, presso i locali della Parrocchia S. Eugenio a Pavona-Castel Gandolfo, dei laboratori rivolti a persone con demenza di grado lieve-moderato (MMSE maggiore 18/30), che abbiano una diagnosi già effettuata di malattia di Alzheimer o altre forme di demenza senile


“Queste stimolazioni – ci dice il dottor Menabue – avvengono attraverso attività occupazionale, musicoterapia e ginnastica dolce, in ambienti dove è importante favorire la socializzazione”. Per questo tipo di patologie degenerative, per le quali non sono state trovate delle cure, è importante poter mantenere attiva il più possibile la capacità cognitiva del paziente, per contrastare il progredire della malattia. Importante inoltre l’azione di sensibilizzazione che prima del Covid l’associazione C.A.S.Alzheimer portava avanti a favore di tutti, non solo di chi è coinvolto direttamente da queste malattie. L’unico modo per prevenire o posticipare l’insorgere della demenza, è quella di fare attività fisica, di stimolare il cervello attraverso la curiosità verso cose nuove. L’Alzheimer oggi non ha una cura, per questo è importante sostenere la ricerca, ma si può sicuramente migliorare la qualità della vita delle persone colpite da questa patologia attraverso l’affetto e gli strumenti giusti, supportati dall’aiuto di specialisti.


Maggiori informazioni su:
http://casalzheimer.it/

di Emanuele Scigliuzzo

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Valentina INFO

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