Nemi, Ricomincio da Nemi presenta una mozione per chiedere al sindaco una presa di posizione sulla discarica di Roncigliano

Nemi, Ricomincio da Nemi presenta una mozione per chiedere al sindaco una presa di posizione sulla discarica di Roncigliano

Nemi – Si allarga il fronte d’opposizione alla discarica di Roncigliano.

La lista civica Ricomincio da Nemi prende parola su una situazione che travalica dai confini di Albano e giunge fino alla città delle fragole a causa delle ripercussioni che l’inquinamento prodotto dalla discarica ha su tutto il territorio dei Castelli Romani e lo fa tramite un comunicato apparso sulla pagina social della lista in cui viene riportato il testo integrale della mozione che è stata presentata oggi in consiglio comunale e che viene riportato nella sua integrità di seguito.

“I sottoscritti Consiglieri Comunali, nel compimento del loro mandato elettorale, chiedono di inserire nell’OdG del prossimo consiglio comunale la “Mozione per la chiusura e la bonifica della discarica di Via Roncigliano a Cancelliera di Albano Laziale, riaperta da un’ordinanza di Città Metropolitana”.

PREMESSO CHE: la discarica di Roncigliano, sita nel comune di Albano laziale e immediatamente adiacente alla zona di Santa Palomba (Roma), prima gestita dall’imprenditore Cerroni e oggi dalla società Verde S.p.A. in affitto, è da anni al centro di battaglie cittadine a causa della sua cattiva gestione e della sua insalubrità, che ha causato danni sanitari e ambientali nella zona circostante, la stessa dove il Comune di Roma ha previsto la costruzione di 1.000 unità abitative;

VALUTATO CHE- Il Ministro della Transizione ecologica ha recentemente dichiarato di aver individuato, nella discarica di Roncigliano e nella realizzazione di un nuovo impianto TMB unito a ulteriore impianto in zona Santa Palomba, la soluzione all’ennesima crisi sulla gestione dei rifiuti del Comune di Roma;- Dai rilievi svolti ad opera delle strutture competenti, sul sito della discarica di Albano Laziale sono stati registrati preoccupanti superamenti dei limiti per diversi elementi inquinanti, riscontrati nei piezometri di controllo;- Il Piano Rifiuti del Lazio riporta una disponibilità complessiva in discarica di 87.000 tonnellate, che per il fabbisogno di Roma sarebbero sufficienti per meno di 90 giorni e che quindi non risolverebbero i problemi della Capitale.

Tra l’altro, Roma non ha raggiunto i livelli di Raccolta Differenziata stabiliti dalla normativa nazionale vigente (65%) – ad oggi, registra dati sulla raccolta differenziata allarmanti, raggiungendo appena il 46% (con un incremento solo del 3% negli ultimi 5 anni) e non attua i principi di autosufficienza e prossimità nello smaltimento dei rifiuti, non si adopera per delocalizzare, convertire a recupero materia e dismettere i TMB come previsto dal Piano Rifiuti del Lazio; non tenta di dare esecuzione al pacchetto dell’UE sull’economia circolare.

VERIFICATO CHE: In molte delle autorizzazioni rilasciate ha partecipato attivamente l’ex dirigente regionale Flaminia Tosini, oggi sotto processo per corruzione proprio per aver “facilitato” alcuni percorsi burocratici in seno alla gestione dei rifiuti nella Regione;- Sulla società Pontina Ambiente (gruppo Cerroni), proprietaria della discarica di Albano, pende un’interdittiva antimafia della Prefettura di Roma resa definitiva da una sentenza del Consiglio di Stato; I dati preoccupanti dell’ARPA sullo stato di salute ambientale della zona hanno portato il presidente della commissione urbanistica della Regione Lazio a dichiarare a mezzo stampa la volontà di far ricadere la zona in “area a elevato rischio ambientale” per poi poter applicare la legge regionale n. 13 del 2019 che vieta su queste aree la costruzione di nuovi impianti.

L’area è stata più volte oggetto di “mirabili progetti”, come quello di uno degli inceneritori più grandi d’Europa, di un grande impianto biogas da 60.000 tonnellate paventato agli inizi del 2020, la realizzazione di un ottavo invaso quando il settimo era già esaurito e ben oltre la propria portata con un anticipo di circa 5 anni rispetto a quanto previsto da autorizzazioni (scadenti nel 2019) e progetti iniziali;- Il 20 giugno 2021 si sono riuniti in assemblea pubblica, proprio di fronte ai cancelli della discarica, tutti i sindaci del bacino (8 in totale), insieme alle associazioni e i comitati di cittadini, per manifestare la propria contrarietà alla riattivazione del sito, sottolineando gli sforzi fatti in questi anni per portare i livelli di raccolta differenziata a oltre l’80 per cento,

TUTTO CIÒ PREMESSO E CONSIDERATO: Impegnano il Sindaco e la Giunta ad attuare tutte le azioni necessarie a coadiuvare il Sindaco di Albano Laziale, al fine di procedere alla chiusura immediata ed alla bonifica del sito di stoccaggio di rifiuti localizzato in Via Roncigliano a Cancelliera di Albano Laziale.

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