Per la discarica di Albano si va verso un’inaccettabile proroga

Per la discarica di Albano si va verso un’inaccettabile proroga

Il nuovo anno si apre con la questione ancora in sospeso sul problema legato alla discarica di Roncigliano, sul territorio comunale di Albano. Il 7 gennaio il sindaco di Albano Massimiliano Borelli, insieme ai colleghi di Ariccia, Genzano, Castel Gandolfo, Marino, Rocca di Papa, Lanuvio, Nemi, Ardea e Pomezia, hanno incontrato Roberto Gualtieri, sindaco della Città Metropolitana di Roma, in una riunione con ordine del giorno la discarica prepotentemente riaperta da Virginia Raggi. “Se proprio dobbiamo trovare un lato positivo dell’incontro di oggi in Campidoglio è che almeno ci siamo seduti intorno ad un tavolo istituzionale, negato dal precedente Sindaco, commenta Borelli in una nota che prosegue, un incontro garbato e ‘accogliente’ che si è poi rivelato deludente e amaro”.

Da quanto traspare, Gualtieri è rimasto fermo sulla necessità di prorogare l’apertura del sito, rimandando la chiusura definitiva al prossimo 16 luglio. Quindi, il conferimento proseguirà “fino all’esaurimento del settimo invaso, perché ha bisogno di questo tempo per costruire, in sinergia con la Regione, una soluzione alternativa e chiudere definitivamente il sito” commenta l’incontro Milva Monachesi, sindaco di Castel Gandolfo sulla sua pagina Facebook. I Primi Cittadini dei Castelli Romani ritornano delusi da un incontro che ad oggi non ha portato frutti ma pronti a difendere ancora il proprio territorio ma costretti a subire ancora gli abusi di una capitale che ancora non è in grado di gestire i propri rifiuti. Attraverso il suo presidente Amadio Malizia, l’Associazione Salute Ambiente fa sapere: “Una proroga tristemente annunciata quella della discarica di Albano, ma che non ci vedrà spettatori inermi dell’incapacità perdurante di trovare una soluzione sostenibile, duratura e di prossimità per i rifiuti della città di Roma. Se qualcuno pensa che i cittadini dei Castelli possano bere la promessa dei ‘6 mesi e non un giorno di più’ senza muovere un dito si sbaglia. E ci aspettiamo che questo sia il proposito delle istituzioni cittadine! Ci batteremo perché venga posta fine a questo sopruso e non ne vengano perpetrati altri. Non dimentichiamo il progetto dell’impianto biogas da 80.000 tonnellate estremamente sovradimensionato che dovrebbe sorgere anch’esso sul sito della discarica e a cui ci stiamo opponendo e la revisione dell’AIA del 2009, scaduta e mai aggiornata, da cui tutte le storture si dipanano”.

Intanto  “le falde acquifere sotto la discarica (da cui attingono anche centinaia di pozzi di residenti e attività commerciali della zona, in cui manca l’acquedotto pubblico) sono gravemente inquinate” denuncia l’associazione Salute Ambiente in una nota che prosegue – l’intera area a cavallo tra Albano, Ardea, Pomezia e Ariccia è caratterizzata da inquinamento diffuso, ma i dati delle analisi sui pozzi spia vengono pubblicati solo parzialmente e con estremo ritardo e spesso solo grazie all’interessamento di un singolo consigliere comunale (il riferimento è a Marco Moresco ndr)”. Alle voci insistenti che hanno preceduto l’incontro manca solo l’ufficialità ma se fossero confermate – ci dice la portavoce dell’Associazione Salute Ambiente Albano – chiederemo la fissazione di un’udienza al TAR. Il tribunale amministrativo nella sua ordinanza nei nostri confronti aveva rigettato la richiesta di sospensiva perché il provvedimento eccezionale della Sindaca Raggi non si sarebbe prolungato oltre i sei mesi. Nella zona del Villaggio Ardeatino, dove manca l’acquedotto pubblico, le persone oggi sono ancora costrette a prelevare l’acqua potabile dai camion. È sempre più urgente quindi la chiusura della discarica e il recupero di un territorio profondamente segnato da un’emergenza che dura da troppi anni e che ha causato danni non solo all’ambiente ma anche alla salute pubblica. Secondo i dati a oggi pubblicati, 2 dei 4 pozzi oggetto di controllo da parte dell’Arpa lo scorso 11 novembre sono nuovamente risultati contaminati da Triclorometano, Floruri, Arsenico, Zinco, Boro e composti alogenati: elementi chimici pericolosi per la salute umana e per l’ambiente. Mancano però ancora i controlli sui rimanenti 7 pozzi attivi. “L’Associazione Salute Ambiente Albano, riferisce Francesca Gnani, tanto insiste su questi dati e sull’ottenere un campionamento a tappeto da parte della ASL dei pozzi a uso privato, per avere

delle prove oggettive e incontrovertibili dello stato di inquinamento dell’area. Purtroppo questo assunto basilare sembra sfuggire a molti politici che oltre a dichiarazioni altisonanti non si sono finora adoperati con tutta la loro forza in tal senso, a nostro parere. Siamo ancora costretti, nonostante la gravità della situazione, a fare i conti con un mare di indifferenza”. Intanto, “resta avvolto nel mistero e nel silenzio il progetto di maxi-biogas da 80mila tonnellate l’anno (il 350% in più di quanto necessario ai 10 comuni di bacino) che gli affittuari del Gruppo Cerroni vorrebbero realizzare all’interno della discarica di Albano – denuncia ancora l’Associazione Salute Ambiente Albano – al posto dell’ex TMB (Il frullatore per rifiuti indifferenziati andato in fiamme il 30 giugno 2016), proprio accanto al VII invaso”. Il 2022 sarebbe potuto essere l’anno della rinascita, ma sono tante e troppe le ombre che oggi avvolgono ancora il futuro dei cittadini che vivono attorno a Roncigliano, ma anche di tutti i Castelli Romani. “Sul nostro territorio oggi incombe una nube nerissima ci dice Francesca Gnani che prosegue, i Castelli Romani una volta noti per il Grand Tour e la gita fuori porta per respirare aria buona, qualcuno li vuole trasformare nel distretto dell’immondizia del Lazio, distruggendo di fatto qualsiasi tessuto economico, turistico, culturale e sociale”.

In redazione abbiamo ricevuto una toccante lettera da parte di un cittadino che abita nella zona del Villaggio Ardeatino, che abbiamo deciso di pubblicare.Buonasera, 
sono una residente del Villaggio Ardeatino, quartiere situato a ridosso della discarica di Albano, località Cecchina, Via Ardeatina Km.24,640; discarica riaperta temporaneamente per un periodo non superiore a 180 giorni, come da Ordinanza contigibile e urgente dalla ex Sindaca Raggi (n.107903 del 14/15.7.2021). La discarica era stata chiusa nel 2016 a seguito dell’incendio del TMB ed era già accertato all’epoca, l’inquinamento nella falda idrica di composti alifatici clorurati e alogenati. (come indicato anche nella stessa ordinanza Raggi).
Preciso che la ripresa dei conferimenti, imposta dalla suddetta ordinanza, è avvenuta senza aver prima individuato e bonificato la contaminazione esistente. In questi sei mesi di sversamenti, siamo stati gli inermi testimoni, dell’aggravamento dell’emergenza sanitaria di questi luoghi, che preciso, sono sprovvisti di acquedotto pubblico e che quindi prendono l’acqua dagli stessi pozzi che la discarica sta inquinando (tutto certificato da ArpaLazio). L’aria è ormai irrespirabile, i gabbiani hanno preso possesso della zona, la strada Ardeatina sottoposta al transito di 30 enormi TIR al giorno è ormai un enorme cratere, la zona è ormai degradata e invivibile.
In questi sei mesi, le abbiamo provate tutte, aiutati da associazione e comitati, abbiamo sporto denunce, segnalazioni alla Aslroma6,  prodotto foto e video che attestano sversamenti di rifiuti non conformi, abbiamo chiesto ai due sindaci interessati, quello di Albano, Massimiliano Borelli e quello di Ardea, Mario Savarese di votare in consiglio comunale, per un netto NO alla proroga di questa ordinanza. I sindaci insieme alle rispettive giunte hanno votato all’unanimità accogliendo il nostro grido di dolore e preoccupazione per la nostra salute.
L’ordinanza è ormai prossima alla scadenza, e stiamo cercando da più giorni, di farci dare una risposta dal nuovo Sindaco della Città Metropolitana di Roma, Roberto Gualtieri, sulla conferma a queste voci, sempre più insistenti di una proroga.
Per noi sarebbe INACCETTABILE. E’ già stato dimostrato, da uno studio Eras, ripubblicato recentemente, che nella zona intorno alla discarica, l’incidenza tumorale è del +35% rispetto alla media, con il dato allarmante che questo tipo di inquinamento va ad incidere di più sui bambini di età inferiore ai 12 anni.
Abbiamo bisogno che qualcuno tuteli anche noi. Finora abbiamo subito, in nome dell’emergenza

della Capitale, siamo stati costretti ad ingoiare la nostra rabbia, la preoccupazione e l’angoscia per la nostra salute. Abbiamo bisogno che qualcuno ci dimostri che l’Articolo 32 della costituzione italiana, (La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti […] ndr.) riguarda anche noi
Ci potete aiutare voi, oppure sapete indirizzarmi ai giusti contatti?
Qualcuno può farci sapere se il Sindaco Gualtieri ha intenzione di continuare ad abusare della nostra pazienza? 
Siamo certi che in nome della trasparenza e delle istituzioni che rappresentate, saprete darci risposte e aiuto
Rimango in attesa Distinti saluti.

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