Diabete e alimentazione

Diabete e alimentazione

Cari lettori, in questo articolo approfondiamo un tema molto caro a tanti pazienti: il diabete. Per “diabete” si intende una malattia cronica, dovuta a una carenza di azione dell’insulina. Questa condizione può essere determinata da una carenza nella produzione di insulina o da un suo errato funzionamento.

La mancata attività dell’insulina impedisce al glucosio di entrare in due importanti distretti del nostro corpo, i muscoli e il tessuto adiposo. Così il glucosio si accumula nel sangue, aumentando a tal punto da non poter essere più trattenuto dai reni e si riversa nelle urine, insieme a grandi quantità di acqua.

Esistono varie forme di diabete:
– Mellito di Tipo 1 (di tipo giovanile, o infantile, o magro o chetosico), che necessita di insulina sin dall’esordio;
– Mellito di Tipo 2 (di tipo adulto, o senile, o grasso o non chetosico), che generalmente non necessita di insulina ed è molto frequente nella popolazione;
– Gestazionale, che compare durante la gravidanza a causa delle alterazioni ormonali e che, solitamente, si risolve al termine della gestazione.

Attualmente si parla sempre più spesso di Diabete Mellito di Tipo 3, che è tipico dell’età anziana e caratterizzato da iperglicemia e demenza per deficit di insulina a livello cerebrale (i casi in Italia sono abbastanza esigui).

Si può affermare che esiste una certa predisposizione al diabete. È noto da tempo, infatti, che la presenza, in familiari di primo grado, di diabete rappresenti un fattore di rischio. Nel Diabete Mellito di Tipo 2, ad esempio, circa il 40% dei diabetici ha genitori o fratelli affetti dallo stesso problema, mentre nei gemelli monozigoti la concordanza per la malattia si avvicina al 100%. Ciò suggerisce una forte componente ereditaria.

Esistono, inoltre, delle forme più rare e meno conosciute di diabete, dovute a uno o più difetti genetici ereditari. Ad esempio nel MODY, una forma rara e monogenica di diabete e dipendente da un gene coinvolto nello sviluppo delle cellule del pancreas, l’insorgenza di diabete è precoce e può insorgere anche in età neonatale. Tutti i figli di una persona che ne soffre hanno il 50% di probabilità di ereditare questo gene e, quindi, di soffrire di questa malattia.

Nella maggior parte dei casi, il diabete è correlato allo stile di vita. La forma più comune di diabete, il Diabete Mellito di Tipo 2, che si verifica dopo i 40 anni, rappresenta circa il 90% delle malattie diabetiche ed è strettamente correlato allo stile di vita. Molti studi hanno stabilito una relazione tra grasso addominale e Diabete Mellito di Tipo 2 ed è ormai noto che il rischio di insorgenza del Diabete Mellito di Tipo 2 è fortemente correlato alla durata e al grado di sovrappeso o obesità del soggetto.

Questo perché un’errata dieta, in termini qualitativi e quantitativi, non supportata da esercizio fisico, aumenta la quantità di acidi grassi circolanti, che va ad aumentare il volume delle cellule del tessuto adiposo. Queste cellule iniziano a produrre una serie di sostanze pro-infiammatorie, che aumentano i livelli di acidi grassi liberi. Il risultato è l’incapacità delle cellule di utilizzare il glucosio, che si accumula nel sangue, provocando insulino-resistenza. Questo tipo di diabete viene attualmente definito “diabete urbano”, in quanto, insieme alle altri principali patologie metaboliche, è il risultato dell’ambiente obesogeno, presente nei centri più urbanizzati.

La mancanza di spazi adeguati all’attività fisica giornaliera e la presenza di cibi raffinati e ultra-processati, non contenenti fibre incoraggia le persone a uno stile di vita malsano, che ha come conseguenza l’alterazione dell’assetto metabolico e l’insorgenza dell’infiammazione silente, nemica della salute.

In tutte le forme di diabete, l’alimentazione rappresenta il cardine della terapia. In soggetti obesi e/o con intolleranza al glucosio, la correzione dello stile alimentare, associato a una buona attività fisica, riduce del 58% l’insorgenza di diabete.

Una corretta alimentazione è la scelta più efficace nel controllo non solo della glicemia, ma anche dei parametri metabolici come iperuricemia, ipetrigliceridemia ed ipercolesterolemia, spesso associati al Diabete Mellito. Per l’importanza terapeutica dell’alimentazione, ad oggi non si parla più di dieta, ma di terapia alimentare, a significare l’enorme potenziale terapeutico della corretta alimentazione. A presto!

Dott.ssa Cristina Mucci – Biologa Nutrizionista

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