Al via il Consorzio “Vini Doc Cori”, presentati logo e proposte al chiostro di Sant’Oliva.

Al via il Consorzio “Vini Doc Cori”, presentati logo e proposte al chiostro di Sant’Oliva.

Idee, proposte e logo ufficiale del Consorzio Vini Doc Cori presentati lo scorso week end al Chiostro di Sant’Oliva,  alla presenza dell’assessore regionale all’agricoltura e ambiente Enrica Onorati. Tra i soci fondatori anche il Comune di Cori, presidente dell’organismo sarà Nazzareno Milita della Cooperativa Cincinnato. Tante le sfide che si aprono per la tutela e la valorizzazione dei vini tipici, a cominciare da quelli a base Bellone e soprattutto Nero Buono. 

L’assessore all’Agricoltura della Regione Lazio Enrica Onorati non è voluta mancare alla presentazione ufficiale del Consorzio Volontario per la Tutela e la Valorizzazione dei Vini D.O.C. Cori dello scorso 7 agosto, confermando anzi: “Ci tenevo ad esserci, non è scontato che le istituzioni si aprano al mondo delle imprese, ma l’area corese testimonia quanto sia positiva l’unione tra istituzioni e libera impresa”.

Il riferimento è al fatto che il Comune di Cori è uno dei cinque soci fondatori dell’ente di tutela – gli altri sono la Cooperativa Cincinnato, Marco Carpineti, Tenute Filippi e Molino7cento – e a breve sarà anche un vero produttore grazie ad un vigneto di proprietà. Ma l’appuntamento è stato anche il momento della presentazione del logo scelto per rappresentare il Consorzio, individuato grazie ad una gara alla quale hanno partecipato Fabrizio Tallarico, Valentina D’Angeli, Diletta Damiano, Orlando Santucci, Andrea Pistilli, Galileo Chiominto e Davide D’Elia.

Proprio quest’ultimo è risultato il vincitore con una grafica dove campeggia la scritta “DOC”, di cui rimangono però solo la parte superiore e la parte inferiore, con “CORI” al centro, il tutto sovrastato dalla stilizzazione del Tempio di Ercole simbolo della piccola cittadina della provincia di Latina a 50 km da Roma. Il neonato Consorzio Volontario per la Tutela e la Valorizzazione dei Vini D.O.C. Cori si è dunque presentato ufficialmente nel magnifico chiostro quattrocentesco del monumentale complesso di Sant’Oliva.

Un consorzio che nasce a cinquanta anni dall’autorizzazione della Doc, era il 1971, con uno spirito di rinnovamento e di rinnovata visione su quelle che sono le ricchezze vitivinicole dell’area. A cominciare da una precisa scelta in merito alla piattaforma ampelografica del territorio, che sta tornando ad essere più legata alla storia di Cori e meno a quella regionale, con due vitigni su tutti: Nero Buono e Bellone.

“Oggi si scrive una bella pagina della storia di questo territorio – ha esordito aprendo gli interventi il sindaco di Cori, Mauro De Lillis, in qualità di padrone di casa – Finalmente le aziende che hanno creduto e credono in questo territorio si uniscono per uno scopo comune, valorizzare e tutelare una delle nostre eccellenze, ma anche raccontare la storia, la cultura e l’identità di questa terra. Si gettano le basi concrete per realizzare un brand ‘Cori’ da promuovere a livello nazionale ed internazionale”. Il primo cittadino si è inoltre soffermato sulla difesa del territorio, anche da colture, come il kiwi, che sono un’opportunità economica per i produttori ma che stanno consumando le riserve idriche con conseguente danno per l’intera area.

L’incontro, moderato dal giornalista ed esperto sommelier Fabio Ciarla, ha visto susseguirsi gli interventi istituzionali della Onorati, di De Lillis, dell’assessore all’agricoltura di Cori Simonetta Imperia, del dirigente Arsial Claudio Di Giovannantonio e si sono chiusi con quello del presidente del Consorzio Nazzareno Milita (presidente anche della Cincinnato), che ha fatto un excursus dal passato e dalla nascita della Doc Cori, 50 anni fa, al futuro e alle prospettive da concretizzare.

In tutta l’iniziativa è stato evidenziato dal presidente del consorzio Milita; “ La fortuna di tutti i viticoltori del consorzio, di vivere in un territorio con tantissimi piccoli produttori che, così tutelando quest’area, non hanno colto la fase dell’internazionalizzazione di vitigni, come invece è avvenuto altrove. Abbiamo al contrario saputo cogliere l’importanza dei vitigni autoctoni, che molto impegno e lavoro ci sono costati nel corso degli anni. Ora tra gli obiettivi – ha concluso – ottenere la dicitura ‘Doc Nero Buono di Cori’ che porterà la bandiera della città e far sì che tante aziende aderiscano al Consorzio per dare lustro alla nostra terra”. 

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Redazione 2

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