La Bottega dei Fiori, molto più che creazioni floreali, ma emozioni in petali

La Bottega dei Fiori, molto più che creazioni floreali, ma emozioni in petali

Possono sembrare dettagli, ma sono particolari che cambiano completamente la percezione che potremmo avere di un ambiente, il ricordo di un posto o di un evento custodiremo. Dettagli che possono risaltare e rendere più intensa un’emozione, colori che potrebbero ravvivare una stanza o un luogo sacro. Dettagli forse, che però devono essere preparati, studiati e lavorati nella maniera giusta perché altrimenti, potrebbero risultare fastidiosi piuttosto che un valore aggiunto. Gli addobbi floreali trovano spesso il giusto risalto in cerimonie come il matrimonio, sia nel rito civile che religioso. In queste situazioni tra i decori del luogo della cerimonia, del ricevimento, il bouquet, le bottoniere e gli occhielli, non bisogna sbagliare nulla. Come in tutti settori, a fare la differenza sono preparazione e passione.
Ai Castelli Romani, esattamente a Monte Porzio Catone, in via Armando Diaz, 7, Alberto Pulitani ha fatto del suo amore per i fiori una professione. Un’esperienza di oltre quarant’anni perfezionata con una preparazione costante attraverso importanti corsi in Italia, cosi come con maestri esteri; una crescita che passa attraverso collaborazioni con importanti wedding planner, ma anche dalla grande creatività di Alberto, un mix che lo ha reso tra i più importanti e conosciuti flower designer dell’ambiente.
La Bottega dei Fiori, aperta nel 1980, è molto più di un negozio di vendita al dettaglio di fiori e piante di ogni natura, non è solo il posto dove potrete trovare sempre la soluzione a ogni vostra esigenza di tipo floreale, ma è il luogo in cui Alberto realizza le sue incantevoli composizioni.

Alberto, come nasce la passione per i fiori?
E’ un mondo che inizialmente non mi apparteneva, io sono un perito nucleare, ma ho aperto il negozio con la mia mamma quasi per caso, per provare. E’ finita che mi sono ritagliato il modo di esprimere la mia creatività e l’ho trasformato nella mia attività. Ogni evento per cui sono chiamato è diverso, è una storia unica, per cui bisogna creare sempre, inventare cose nuove e soluzioni diverse. Nascono emozioni mai provate prima ed è proprio tutto questo insieme che rende ogni esperienza unica.
Ci sono dei punti in comune con gli studi da fisico nucleare e il suo lavoro?
Sorprendentemente si: l’immaginazione. Chi fa studi di fisica atomica o fisica nucleare come i miei, deve avere tanta immaginazione perché sono cose non visibili, per cui serve fare ricorso alla fantasia e alla creatività per immaginare un contesto di energie, di entropia o cose di questo genere.

Boutique o bottega, e non negozio. Già dal nome dell’attività si percepisce la gestione di un vero artigiano dei fiori, è questo un valore aggiunto?
Il mio lavoro si basa proprio su due pilastri: artigianalità e creatività. Io sono un fiorista perché con i fiori trasformo e realizzo creazioni ogni volta uniche. Posso anche definirmi “flower designer”grazie alla preparazione specifica acquisita: una specie di upgrade del fiorista.

Da cosa si fa ispirare prima di creare nuove composizioni?
Non c’è un elemento in particolare. Parto dai colori, dalle sensazioni dalle caratteristiche del posto e delle persone che saranno protagoniste di quel giorno. Ile location del Lazio, che abbiamo girato in lungo e in largo rispondendo alle richieste dei nostri clienti, è comunque già una fonte di ispirazione straordinaria. Ma direi l’Italia tutta lo è, visto che abbiamo avuto la fortuna di lavorare anche fuori regione.

Le tue creazioni riescono ad amplificare o a essere parte delle emozioni che vivono le persone non solo durante una cerimonia?
Assolutamente si, soprattutto riuscendo a cogliere i desideri dei nostri clienti che avranno già vissuto nella loro testa quel momento diverse volte. Realizzare composizioni che rappresentano i loro sogni e trasformare in realtà la loro fantasia, ne sono certo, amplifica le sensazioni percepite nella realtà, rispetto a quelle già immaginate.

Quanto è difficile riuscire a essere il mediatore tra i gusti dei clienti e la capacità di realizzare addobbi che siano giusti per l’ambiente in cui saranno collocati?
Ogni cliente ha i suoi desideri e ogni location ha le sue esigenze, far combaciare e trovare il giusto equilibrio dipende tanto dalle capacità di rapportarsi con le persone, ma soprattutto dalla preparazione per offrire soluzioni adeguate e dall’esperienza maturata nel tempo. E’ la parte difficile, ma al tempo stesso, bella di questo lavoro. Poi intervengono creatività e immaginazione che, anche quelle, vanno alimentate continuamente con la ricerca della moda del momento ad esempio.

Qual è la moda che caratterizza questo periodo?
Si prediligono le cose semplici, un ritorno verso la campagna e le tavolate lunghe che uniscono. I bouquet ad esempio, sono essenziali: quasi possono sembrare mazzi di fiori raccolti in un campo e legati con lo spago. Diciamo che prevale ancora un ritorno al passato con accorgimenti moderni.
Qual è il suo fiore preferito e quale invece ama maggiormente lavorare?
Le due cose non coincidono. Tra i miei preferiti direi senza dubbio fiori semplici come la calla, il tulipano o un narciso. Lavorare però con fiori pregiati come le orchidee o la bouvardia, ti regala emozioni diverse, importanti.

Quanto del budget dell’intero evento viene destinato agli addobbi floreali?
Io parto dalla convinzione che la festa deve essere per tutti un momento di gioia e quindi tutti, hanno diritto a degli addobbi di qualità. Ovviamente un budget ampio ti permette margini diversi di lavorazione, ma il nostro impegno nel realizzare le lavorazioni non cambia. Bisogna considerare poi, che anche fiori meno costosi sono in grado di garantire un risultato ottimo. Dipende tanto da quanta anima uno ci mette.

Last Updated on 24 Ottobre 2023 by Redazione 2

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