Castel Gandolfo, bagni pubblici usati come magazzini: Nutile interroga Amministrazione

Castel Gandolfo, bagni pubblici usati come magazzini: Nutile interroga Amministrazione

“La scorsa settimana” rende noto il consigliere di Castel Gandolfo Tiziano Nutile “ho presentato un’interrogazione per ritornare sul tema della gestione dei bagni pubblici del Lago, rimasti chiusi durante tutto il corso della scorsa estate per motivi non chiari ai frequentatori della zona”.

“Dopo ripetute segnalazioni che mi sono pervenute, ho deciso di recarmi personalmente sul posto e ho appurato che i bagni in questione venivano utilizzati come deposito per il materiale degli operatori del mercatino, anziché per la loro reale funzione”.

“Le risposte verbali che ho ricevuto in merito a tale inopportuna gestione dei bagni non mi hanno mai convinto: per l’Amministrazione la scelta di lasciare aperti i bagni solo durante il fine settimana resta, ancora oggi, condizionata dalle norme anti-Covid”.

“A questo punto la domanda sorge spontanea: esisteva una normativa apposita pre-Covid che regolamentasse la gestione dei bagni pubblici? Perché è possibile utilizzare i bagni pubblici solo nel fine settimana, mentre negli altri giorni non è prevista autorizzazione? Eppure, da dichiarazioni del Governo e del Ministero della Salute, ci troviamo in situazione pandemica 7 giorni su 7”.

“Viene anche naturale che ci si chieda se l’Amministrazione fosse consapevole che tale disservizio, oltre a creare disagio ai frequentatori del Lago, avrebbe fatto sì che nelle zone adiacenti ai bagni si venissero a creare latrine a cielo aperto. Inoltre, questa nuova situazione che si è venuta a creare, più che ‘a rischio Covid’ creava per le persone un rischio igienico sanitario. Chi ha deciso di far diventare i bagni pubblici dei magazzini?”.

“Sottolineo che la situazione in questione si è configurata come un disagio durato tutta l’estate, non per una sola occasione di emergenza della durata di una sera a causa di un furgone rotto”.

“Voglio far presente che l’Amministrazione mi aveva assicurato che solo una stanza era stata concessa per essere adibita come magazzino, invece l’intera struttura è stata utilizzata come rimessa, non più come bagni pubblici”.

“Il fine di questa interrogazione vuole essere quella di evitare, in particolar modo, che tali scelte inopportune possano essere ancora prese con questa leggerezza, poiché, purtroppo, come sempre chi ne fa le spese sono i cittadini e l’immagine del nostro paese”.

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Valentina INFO

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