Castel Gandolfo, Angeletti (FdI): “Dal 2017 opposizione più fallimentare della maggioranza!”

Castel Gandolfo, Angeletti (FdI): “Dal 2017 opposizione più fallimentare della maggioranza!”

Castel Gandolfo – “Cittadini, l’11 giugno 2017 il 51% degli elettori ha scelto Milvia Monachesi come Sindaco della nostra Città, manifestando la volontà di dare ulteriore fiducia a quella maggioranza dimostratasi per 5 anni, dal 2012 al 2017, INCONCLUDENTE”.

Lo dichiara in una nota il presidente del Circolo “Giorgia Meloni” di Fratelli d’Italia Pavona-Castel Gandolfo Fabio Angeletti.

“Tutti conosciamo i motivi di fondo che hanno portato al raggiungimento di questo risultato eclatante. Ciò che invece, a mio parere, non è stato ben recepito da chi le elezioni le ha perse, oltre ad acquisire la consapevolezza di aver assunto un’esposizione pubblica, è che il restante 49% dei cittadini ha voluto che il Movimento Aurora e il Movimento 5 Stelle rimanessero tra i banchi dell’opposizione”.

“Non per fare scena muta o per dare dei semplici colpi di coda, tanto per dare un senso alla loro presenza in Consiglio comunale, ma semplicemente per spingere, sollecitare, proporre e controllare l’operato della maggioranza”.

giugno

“Se la politica oggi viene vista dall’elettorato come un argomento da tenere a debita distanza” prosegue Angeletti “con frasi quali ‘È uno schifo!’, ‘Sono tutti dei fannulloni!’, Una volta eletti si dimenticano di te!’ e tante altre che evito di ripetere, è per colpa di questi ‘modelli”.

“Candidarsi a ricoprire un incarico in Consiglio comunale o, addirittura, a fare il Sindaco della propria città” ricorda Angeletti. “NON È OBBLIGATORIO. Non ve lo ordina NESSUNO! Chiedere il voto ai cittadini andando a suonare ai citofoni di tutte le case, promettendo di far cadere la manna dal cielo, non ve lo ordina NESSUNO. E se, alla fine, il responso delle urne vi ha lasciato l’amaro in bocca, ANDATE AVANTI A FARE IL VOSTRO DOVERE, altrimenti DIMETTETEVI e lasciate perdere la politica, perché non è roba per voi; e lasciate spazio a chi ha il coraggio di combattere sempre per le proprie idee di città, cosa che voi, in questi 4 anni, non avete fatto”.

“AVETE FALLITO” rincara la dose Angeletti. “Voi, peggio della maggioranza, avete dimostrato di non possedere quelle caratteristiche che, a mio parere, dovrebbe portare dentro di sé chiunque si candidi ad amministrare una città:

  1. Senso delle Istituzioni;
  2. Capacità di rendiconto;
  3. Consapevolezza dei valori della Comunità che si rappresenta.

Caratteristiche di cui ritengo che non ne siano in possesso nemmeno chi occupa i banchi della maggioranza e vi spiego perché”.

  1. Siamo abituati a scimmiottare ciò che avviene a livello nazionale tra i rappresentanti del proprio o altrui partito, quando siete voi i primi a non essere consapevoli del ruolo che state ricoprendo, mentre dovreste essere i primi a dare l’esempio. La sfiducia nelle Istituzioni deriva proprio dai pessimi modelli a cui la politica ci ha abituato”.
  2. La capacità di rendiconto è la necessaria trasparenza, lealtà e costanza con cui si dà conto all’elettorato di ciò che si sta facendo.
    Come? Attraverso la razionale e ordinata informazione e il confronto, con piena disponibilità a essere criticati e a trasformare quelle critiche in spunti positivi, anche se mal poste o, addirittura, offensive. La capacità di ascolto è necessaria, anche e soprattutto in queste occasioni, come la capacità di spiegarsi e di riflettere”.
  3. Come ricorda Francesco Petrocchi nel suo ‘Prontuario del Consigliere comunale – Guida per orientarsi negli enti locali’, ‘Siamo una Nazione dei mille campanili. E in ogni Comune è custodita la traccia della Identità e del Sentimento italiani. In ogni Comune è passata la Storia e la Civiltà. E i Sindaci, gli amministratori delle migliaia di città e di borghi, le cui strade sono segnate dalle vestigia valorose dei nostri progenitori, con il mandato si assumono la rappresentanza di un frammento, più o meno, della nostra Identità. Quello che distingue un amministratore da un burocrate è questo sentimento. Il burocrate può anche lavorare solo per lo stipendio ed è comprensibile e legittimo (e non vuol suonare come una nota di biasimo nei confronti di nessuno), l’amministratore NO.

“Quando l’Amministrazione o la politica in genere” conclude la citazione Angeletti “diventano un semplice lavoro, un’occupazione, vuol dire che si è perso il senso originario della funzione: nella migliore delle ipotesi è diventata esclusivamente ambizione personale, nella peggiore mero interesse. Chi di voi, politici castellani, si riconosce in queste parole?”.

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Redazione 2

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