Editoriale

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“Noi Possiamo Insieme” contro la violenza di genere

Cari lettori, il 25 novembre c.a. all’Ospedale dei Castelli di Roma si è svolto il convegno “Noi Possiamo Insieme” contro la violenza di genere, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Hanno partecipato la ASL Roma 6, la Regione Lazio e la Procura della Repubblica di Velletri, per la protezione dagli abusi e la violenza di genere. Inoltre hanno presenziato oltre i Comuni firmatari, altri 28 comuni tra i Castelli Romani, area prenestina, monti lepini, il litorale, i sovra ambiti, le responsabili dei centri antiviolenza della ASL Roma 6, le scuole e le associazioni del territorio. L’obiettivo è monitorare l’area dei Castelli e del Litorale riguardo il Protocollo operativo dell’ 8 marzo 2018 e i tre centri antiviolenza: Ricomincio da me (Rocca Priora https://www.aslroma6.it/-/-ricomincio-da-me-inaugurato-il-centro-antiviolenza-di-rocca-priora), Marielle Franco (Nettuno http://www.pontedonna.org/centro-antiviolenza-marielle-franco/ ),
Piccoli Passi (Ariccia https://www.girotondoonlus.com/copia-di-accoglienza24-1). Sono intervenuti il procuratore capo Francesco Prete, la sostituto procuratore Diana Russo, il direttore generale Asl Roma 6 Narciso Mostarda e l’assessore regionale alla sanità Alessio D’amato, la consigliera regionale Eleonora Mattia, presidente commissione pari opportunità Regione Lazio oltre a molti altri esperti del settore. Le vittime della violenza di genere sono italiane nell’80,2% dei casi, e gli autori sono italiani nel 74% dei casi (ANSA). “Contro la vostra violenza, la nostra rivolta!”, è stata la frase sui manifesti che hanno sfoggiato per le strade del centro storico di Roma sabato 23 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Anche la Camera dei deputati ha celebrato la giornata internazionale contro la violenza alle donne, con una panchina rossa nel cortile di Montecitorio, con la facciata del palazzo illuminata di arancione per la campagna Onu Orange the world. Il progetto panchine rosse degli Stati generali delle donne è stato vincitore del bando indetto nel 2017 dal ministero delle Pari opportunità e consiste nel dipingere di rosso alcune panchine nei parchi e nelle vie delle città, in ricordo delle vittime di femminicidio. Tutte le panchine – compresa quella di Montecitorio – riportano il numero nazionale antiviolenza 1522, come strumento di riflessione e di utilità. L’illuminazione sarà a cura di Enel X. Secondo gli ultimi dati le violenze hanno ormai raggiunto livelli d’allarme: ogni 72 ore in Italia una donna viene uccisa da una persona di sua conoscenza, solitamente il suo partner; 3 femminicidi su quattro avvengono in casa; il 63% degli stupri è commesso da un partner o ex partner. “La violenza – sostengono da Non una di Meno – non ha passaporto né classe sociale, ma spesso ha le chiavi di casa e si ripete nei tribunali e nelle istituzioni”. I dati sono stati confermati anche dalla Polizia alla presentazione a Milano dell’iniziativa “Questo non è amore 2019” sulla violenza di genere: da dove emerge che vittime e carnefici sono per lo più italiani: le prime nell’80,2% dei casi, i responsabili nel 74% dei casi. Ed è stato confermato che l’82% delle volte chi fa violenza su una donna, è un volto amico: o il compagno o un conoscente. In aumento il numero dei femminicidi passati dal 37% del 2018 al 49% tra gennaio ed agosto 2019. Il 67% di queste vittime è straniero, e anche qui nel 61% dei casi l’autore è il partner. Per contrastare idealmente questa spirale di violenza, il corteo di Roma è aperto dalle donne e dai centri antiviolenza femministi, il cui lavoro “va riconosciuto, garantito e valorizzato”. Ad ogni modo, vorrei porre attenzione anche sulla violenza sugli uomini, sui bambini e sugli animali, perché non dobbiamo dimenticare che la violenza è sempre e comunque l’atteggiamento più squallido per risolvere i problemi. In Italia sono ancora troppo poche le ricerche sulla violenza sugli uomini. Eppure sono tanti gli episodi di violenza, sia fisica sia psicologica. Barbara Benedettelli, autrice di “50 sfumature di violenza. Femminicidio e maschicidio in Italia”, ne documenta molte situazioni border line. Da leggere.
Dott.ssa Fulvia Di Iulio

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