Velletri, le emozioni de “La gabbianella e il gatto” al Chiostro per “ViviVelletri”

Velletri, le emozioni de “La gabbianella e il gatto” al Chiostro per “ViviVelletri”

Velletri – C’è un mare azzurro e confortevole, baciato dal sole, su cui planano i gabbiani. C’è l’uomo intorno a questo mare, l’uomo che scarica petrolio e trasforma l’azzurro in oscurità malefica. Le sfumature di nero, però, sono due: una negativa e una positiva. Il nero “cattivo” è quello che sporca le piume di Kengah, gabbiana sfortunata che capisce di avere poco tempo da vivere dopo essere rimasta impregnata di sporcizia e petrolio. Il nero “buono” è il colore del pelo di Zorba, il gatto che insieme ai suoi amici deciderà di assolvere a un compito che teoricamente non può espletare: insegnare alla figlia di Kengah, la gabbianella, l’arte del volo.

Questa è una prima sintesi per comprendere gli ingredienti dello spettacolo andato in scena mercoledì sera, alle ore 21.00, alla Casa delle Culture e della Musica di Velletri nell’ambito della rassegna “ViviVelletri” organizzata dalla FondArC sotto la direzione di Giacomo Zito. Un omaggio a Luis Sepulveda con le canzoni e le musiche di Franco Battiato che ha visto in scena un quartetto d’eccezione: Manuela Mandracchia e Fabio Cocifoglia nei ruoli attoriali, Daniela Di Renzo (voce) ed Emiliano Begni (pianoforte e voce). “Canti e cunti” di uomini e animali, con l’interpretazione di alcune delle più belle pagine del maestro Sepulveda e il sottofondo dirompente delle parole del maestro Battiato.

“E ti vengo a cercare”, direbbe Kengah dal Paradiso a sua figlia Fortunata. “Avrò cura di te”, dirà Zorba alla piccola gabbianella, così bianca e fragile, rispetto al goffo, grosso e scuro micione dagli occhi verdi. Lui e i suoi amici, Colonnello, Diderot, aiuteranno la piccola gabbiana nel suo percorso di formazione con l’aiuto di un poeta, l’unico che può capire che i gatti miagolano anche in lingua umana. Manuela Mandracchia, in abito bianco – il colore della gabbianella – e Fabio Cocifoglia – ovviamente in completo nero “felino” – hanno dato vita a una recitazione intensa che ha di fatto annullato la staticità della scena. La loro interpretazione, infatti, ha avuto una forza empatica incredibile e a nessuno, dalla gremita platea, è parso di ascoltare semplicemente delle parole: la mente è andata oltre, ha viaggiato. Così ci si è ritrovati nello scantinato del bazar del porto, ad assistere alle prove di volo di Fortunata – questo il nome della gabbianella – mentre Diderot consultava l’enciclopedia; oppure ci si è trovati sul campanile, con la pioggia, provando i brividi e sfiorando le lacrime che il poeta, Zorba e la gabbianella hanno condiviso tra loro.  Daniela Di Renzo con il suo timbro delicato e al contempo grintoso ha completato, insieme alla maestria di Emiliano Begni al piano, il percorso di immedesimazione nella storia. L’approccio con cui ha fatto propri i testi di Battiato, perfettamente contestualizzati nel copione di scena, hanno per un attimo fermato anche il vento del Chiostro. Gli applausi e i brividi non si sono risparmiati al termine dello spettacolo, per la soddisfazione di pubblico e organizzatori.

L’evento targato FondArC ha ricevuto dunque un ottimo riscontro di pubblico e di critica, in attesa del prossimo appuntamento: mercoledì 3 agosto alle 21.00 al Chiostro dell’ex Convento del Carmine l’ultima data della rassegna “ViviVelletri”, fortemente voluta dalla Fondazione per dare ai cittadini una proposta di teatro e musica nella splendida cornice della Casa delle Culture e della Musica.

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AutoreL

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