Velletri, “Estate in Stazione”, Brancaleone e il Duodeno comic

Velletri, “Estate in Stazione”, Brancaleone e il Duodeno comic

Velletri – Prosegue il lungo programma di Estate in Stazione, il prossimo fine settimana, iniziamo con uno
spettacolo di intrattenimento con il Duodeno Comic, ovvero gli amici Gianpaolo Saragoni e Fulvio De Angelis nei panni di Pagnotta e Carola Signore. Mentre per la rassegna 100 Gassman avremo due film cult per la regia di Mario Monicelli Brancaleone e Brancaleone alle crociate entrambi montati da Ruggero
Mastroianni. Tutte e tre le serate avranno inizio alle ore 21.00 mentre sarà possibile visitare la mostra
d’arte contemporanea dalle ore 20.00.

L’armata Brancaleone che sarà proiettato Venerdì 12 Agosto è un film del 1966 per la regia come abbiamo detto di Mario Monicelli che collabora anche alla sceneggiatura, che con Agenore Incrocci e
Furio Scarpelli, binomio meglio conosciuto come Age & Scarpelli inventa un idioma immaginario, tra il
latino maccheronico, la lingua volgare medievale e l’espressione dialettale.

I costumi e tutte le scene girate all’esterno, curati da Piero Gherardi, presentano ambientazioni nuove
rispetto a quelle conosciute finora nei film su questo tema, mentre alla fotografia lavora Carlo Di Palma.
La sceneggiatura richiama quella del film I soliti ignoti di Monicelli (la compagnia sgangherata e raccogliticcia che cerca di compiere una grande impresa, fallendola miseramente), anche nella
somiglianza dei personaggi interpretati da Vittorio Gassman e Carlo Pisacane nei due film, oltre che in
alcune sequenze specifiche, come quella in cui Gassman, contattato per entrare nella compagnia,
dapprima rifiuta, per poi accettare dopo la sconfitta nel combattimento (di pugilato nei Soliti ignoti e al
torneo nell’Armata Brancaleone). Inoltre, la scena in cui Teofilatto, durante una pausa del duello con
Brancaleone, gli consiglia una cura per il fegato, è ricalcata dall’analoga sequenza tra Totò e Fabrizi in
Guardie e ladri, film di Monicelli e Steno del 1951.

Brancaleone alle Crociate che sarà proiettato Venerdì 13 Agosto sempre alle 21.00 è un film del 1970
sempre per la regia di Mario Monicelli. Secondo alcune interpretazioni, non confermate dal regista
toscano, le scene con la Morte sarebbero un’evidente parodia del film Il settimo sigillo di Ingmar
Bergman nel quale il cavaliere Antonius Block di ritorno dal Santo Sepolcro chiede alla Morte di giocare
una partita a scacchi per avere il tempo di ravvedersi e posticipare il momento fatale. Nel film di Mario
Monicelli è Gigi Proietti che presta la voce alla Morte, ed è egli stesso a interpretarla nel film,
irriconoscibile sotto al travestimento. Ciò viene affermato da Monicelli e confermato da Gigi Proietti
nell’intervista contenuta nel DVD: “Sì, io ero sia il peccatore che la Morte. Solo che nel secondo ruolo
nessuno mi ha mai riconosciuto. Avevo una maschera sotto cui grondavo di sudore nel deserto. Mi sono
detto: “Ma che ci vado a fare nel deserto, se tanto nessuno mi riconosce…””.


Nell’edizione DVD del film è presente un’intervista con Monicelli, il quale, alla domanda se la Morte fosse
una citazione del Il settimo sigillo, risponde di non avere inserito il personaggio come riferimento
esplicito all’opera di Ingmar Bergman, ricordando che la personificazione della Morte era già presente da
tempo in diversi film, storici e non.
Un’altra citazione è tratta da Simon del deserto di Luis Buñuel, riconoscibile nello stilita Colombino,
anch’esso interpretato da Proietti.
Alcune riprese del film furono girate a Tuscania, un paese pittoresco in provincia di Viterbo.

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AutoreL

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