UN CENTRO POLIVALENTE PER NON LASCIARE SOLI I GIOVANI ADULTI AFFETTI DA AUTISMO

UN CENTRO POLIVALENTE PER NON LASCIARE SOLI I GIOVANI ADULTI AFFETTI DA AUTISMO

di Lucrezia Caminiti

I disturbi dello spettro autistico rientrano nella sfera del neuro sviluppo e sono caratterizzati da deficit persistenti nella comunicazione e nell’interazione sociale, in molteplici contesti e pattern di comportamenti, interessi o attività ristrette e ripetitive. Le caratteristiche della sintomatologia clinica possono essere estremamente eterogenee sia in termini di complessità, che di severità e possono presentare un’espressione variabile nel tempo. In Italia di autismo se ne parla poco e generalmente l’attenzione è rivolta ai bambini, mentre la fascia adulta non è quasi mai ricade in considerazione. Un’emarginazione che lascia tutto il peso sulle famiglie, che si sentono lasciate sole, soprattutto quelle con minori capacità economiche.

grafiche ottobre 2022
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Ora però grazie al concretizzarsi di un’idea, si intende offrire una nuova possibilità attraverso un esperimento che prevede un percorso per dare sostegno alle fasce adulte della popolazione affetta da autismo. Il progetto sperimentale è un Centro Polivalente dedicato ai “giovani adulti” tra i 17 e i 27 anni dell’ampia fascia sud-occidentale della provincia di Roma, che va dai Colli Albani al litorale confinante con la costa pontina.

Questo progetto, il primo nella regione Lazio, è stato presentato il 28 ottobre ad Albano e nasce dall’impegno e la cooperazione di un gruppo di cooperative del Terzo Settore: Agricoltura Capodarco, Arcobaleno, Elma, La Castelluccia e Sorriso per Tutti, coordinate dalla capofila Coop Sociale Gnosis, in partenariato pubblico con la Regione Lazio con i 21 comuni dei Castelli Romani e del litorale, riuniti nei sei
distretti sociosanitari che fanno capo alla Asl Roma 6. Prendono parte al progetto anche altri attori del mondo associativo: Arianna Onlus, Attivamente APS, Castelli Insieme, Polisportiva Ever Green, Famiglie e Gnosis Insieme, Insieme Contro i Pregiudizi, Make4Work, Valenza-neurodiversità-autismolavoro, la cooperativa Vulcano, la Fondazione Il Campo dell’Arte e la SRL Demetra.

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L’obiettivo è di dar vita, attraverso la diffusione nell’ampia fascia di territorio coinvolto, a soluzioni individualizzate alle quali lavorare in strutture denominate Community Lab e Work Lab, dalle quali far uscire questi giovani con un progetto di vita, finalizzato alla migliore possibile integrazione nella società. Con i Work Lab si intende realizzare e coordinare azioni di orientamento al lavoro, di promozione di tirocini e di percorsi finalizzati ad un inserimento nel mondo lavorativo. Queste strutture saranno il punto di raccordo tra il Centro e le diverse agenzie per i servizi dedicati alle politiche attive del lavoro e di inserimento per le persone con disabilità. Alle Community Lab invece, il compito di realizzare e coordinare
azioni di welfare di comunità, di forme di mutuo aiuto e di collaborazione attiva dei cittadini alla vita del Centro Polivalente. Inoltre dovranno favorire una sinergia tra le associazioni di quartiere e dovranno creare occasioni di co-progettazione e collaborazione consapevole, nei processi di protezione sociale delle fragilità.

Come anticipato dal sindaco Massimiliano Borelli, la struttura sarà ospitata sul territorio di Albano che grazie al PNRR ha già ricevuto i fondi per “realizzare una stazione di posta e un centro diurno, dove assistere persone anche adulte affette da autismo. Abbiamo già il posto: l’ex scuola di via Umbria a Cecchina. I lavori vanno consegnati entro marzo 2026. Noi speriamo di fare anche prima”.

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Un progetto che mira ad apportare una revisione del paradigma di presa in carico, a favore di percorsi personalizzati che incidano sui determinanti sociali della salute della persona, nell’ambito dell’Abitare, della Socializzazione e Affettività, dell’Apprendimento, della Formazione e del Lavoro. Il dottor Bruno Pinkus, responsabile clinico dei progetti terapeuticoriabilitativi individualizzati di Gnosis, nel suo intervento durante la presentazione del centro ha detto: “Veniamo da un’epoca storica in cui c’è stata concorrenza fra i disagi. L’autismo è stato sempre un po’ emarginato. Ciò che ora serve è un approccio multidisciplinare con ruoli dinamici. In prospettiva questo progetto deve essere visto come un inizio in cui saranno fondamentali ‘la socializzazione e la sensibilizzazione del territorio’ perché nei disagi
complessi il singolo intervento non sarà mai esaustivo”.

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