Tradizioni natalizie: perché?

Tradizioni natalizie: perché?

Le tradizioni di Natale sono molte e possono differenziarsi enormemente da Paese a Paese.

Sicuramente le pratiche e i simboli che ci appaiono più familiari sono: l’albero di Natale, il Presepe, il cotechino, il ceppo di Natale, l’agrifoglio, il vischio, la stella di Natale, lo scambio di doni, già presenti nelle tradizioni di alcuni popoli nordici prima dell’introduzione del cristianesimo.

I doni sono uno dei simboli più riconoscibili del Natale, di amore e altruismo. Oltretutto sono l’unico gesto natalizio che possiedono tutte le tradizioni del mondo, nessuna esclusa.

Andiamo a vedere alcune delle tradizioni natalizie più famose e scopriamole affondo:

L’Albero di Natale
L’Albero di Natale è sicuramente una tradizione antichissima, di circa cento anni fa, ma nel tempo il modo di decorarlo è cambiato: prima per abbellirlo si usavano arance, frutta secca, biscotti alla cannella e candele. Adesso l’albero di Natale è decorato da ognuno come vuole, con palline, luci, decorazioni fai da te, a tema, insomma, con qualunque cosa. L’unica cosa conforme a tutti gli alberi è la stella o un angelo messi sulla punta del pino. La tradizione vuole che sia il membro più giovane della famiglia a posizionare il Re degli addobbi in cima all’albero.

Il Presepe
Il presepe è una rappresentazione della nascita di Gesù, che ha origine da tradizioni tardo antiche e medievali. L’usanza, inizialmente italiana, di allestire il presepio in casa nel periodo natalizio è diffusa oggi in tutti i paesi cattolici del mondo. Giuseppe, Maria, Gesù, i magi, l’arcangelo Gabriele, il bue e l’asinello e la stella cometa sono sicuro le statuine del presepe che non mancano mai. È inoltre molto diffuso mettere un pezzetto di ovatta o di carta per coprire Gesù nella culla per poi toglierlo e festeggiare la sua nascita.

Il Vischio
Il vischio è sicuramente una delle tradizioni natalizie più romantiche di tutte. Sotto a questa pianta aerea, infatti, ci si deve scambiare un bacio. Ma perché?

Come la tradizione dell’albero di Natale, anche questa ha origini pagane: i druidi, sacerdoti dei Celti, attribuivano al vischio un grande potere, dato dal fatto che è una pianta che non tocca terra.
La leggenda più romantica però è senza dubbio quella Vichinga, che parla di passione e amore divino. I Vichinghi associavano il vischio alla dea Freya, protettrice dell’amore e degli innamorati, e una tra le spose di Odino, re degli dèi e padre di ogni cosa. Odino aveva molti figli, fra cui il dio maligno Loki.

Quest’ultimo era invidioso di Baldr, figlio di Freya, poiché egli era il più bello e il più buono e il più amato fra tutte le divinità. Freya non voleva che gli accadesse nulla, quindi fece giurare ad ogni creatura o cosa che si trovava nel mondo che non avrebbe mai fatto del male a Baldr. La dea si dimenticò di chiedere al vischio di giurare. Loki, allora, prese ne prese i rami e costruì con essi un dardo appuntito. Baldr era invincibile a tutto tranne al vischio. Soltanto Hoder, il dio cieco, non scagliava niente contro Baldr.

Loki allora mise fra le mani di Hodor il dardo di vischio, lo aiutò a mirare e uccise il figlio di Freya. Freya disperata si mise a piangere sul cadavere del figlio, le sue lacrime diventarono le bacche bianche del vischio e Baldr tornò in vita. Da allora Freya ringrazia chiunque si scambi un bacio passando sotto a un albero su cui cresce del vischio, dandogli la sua protezione nella vita amorosa.

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AutoreL

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