Termovalorizzatore ai Castelli Romani: intervista alla Rete Ecologista dei Castelli Romani

Termovalorizzatore ai Castelli Romani: intervista alla Rete Ecologista dei Castelli Romani

Dall’annuncio del 20 aprile da parte di Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, che ha dichiarato di voler costruire nella capitale un termovalorizzatore, ossia un impianto che brucia i rifiuti producendo energia, si sono sollevate tante voci che hanno appoggiato la decisione del primo cittadino di Roma o avuto da ridere sulla costruzione del grande impianto e sulla sua posizione. Sulla questione abbiamo ascoltato le parole del Sindaco di Roma stesso, quelle dei sindaci di Albano e Pomezia e altri politici pro o contro alla costruzione dell’impianto bruciarifiuti. Altre alle figure pubbliche e istituzionali però ci sono stati altri attori che si sono ampiamente esposti sulla vicenda. Stiamo parlando di tutti quei cittadini, associazioni e comitati del territorio che sono preoccupati, specialmente dopo la vicenda di Roncigliano, di trovarsi un’altra struttura vicina alle loro case che smaltisca i rifiuti della Capitale.

Abbiamo intervistato a tal proposito la Rete Ecologista dei Castelli Romani, un’organizzazione no profit che si occupa di difendere l’ambientale e di svolgere delle iniziative di protesta e di dibattito all’interno dei territori dei Castelli in tal senso. Hanno fatto da portavoce dell’organizzazione, dove nell’assemblea si decide tutto collettivamente, Elena Mazzoni, Sara Iannilli, Carolina Petrucci e Simona Biffignandi.

Siete preoccupati per la salute dei cittadini dei Castelli Romani?

Siamo preoccupatə per la salute di tuttə. Le scelte politiche, nazionali e locali, hanno reso il nostro territorio marginale e sfruttato. La discarica di Roncigliano è attiva dai primi anni ’80, con le conseguenze sulla salute evidenziate dallo studio Eras sull’insorgenza di tumori ed altre patologie nei residenti in un raggio di 5 km dalla discarica. Ricordiamo inoltre che a circa un km in linea d’aria si trova il NOC, unico polo ospedaliero dopo lo smantellamento della medicina territoriale di prossimità.

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Quali azioni pensate di intraprendere per cercare di impedire la costruzione del Termovalorizzatore?

Cominciamo con il dire che parlare di termovalorizzatore è una presa in giro. Il termovalorizzatore non esiste, è di fatto un inceneritore e contro questo modello di gestione del rifiuto, che produce scarti, contrasta con l’economia circolare, danneggia la salute e contribuisce al surriscaldamento climatico, la Rete Ecologista dei Castelli Romani continuerà a mettere in atto iniziative di sensibilizzazione ed informazione, aperte a tuttə, come l’evento musicale “Stornelli contro l’inceneritore” del 3 giugno alle 18,00 presso il giardino della Casina delle Rose e l’assemblea pubblica dell’11 giugno, sempre alle 18,00 presso l’Olmata di Genzano. Momenti importanti di confronto, costruzione di rapporti ed autofinanziamento.

È un duro colpo questo dopo la discarica di Albano, che idee avete riguardo la decisione di Gualtieri e il fatto che ha pieni poteri decisionali riguardo alla costruzione di un termovalorizzatore?

È un duro colpo ma non ci stupisce. Questa ultima uscita di Gualtieri si inserisce perfettamente in una logica di sfruttamento e compressione degli spazi democratici che ha caratterizzato l’agire politico di tutte le amministrazioni, regionali e romane, che si sono avvicendate negli anni. Ma questo è un territorio che resiste, ha respinto il progetto di inceneritore di Cerroni, lo stesso farà con questo.

Il termovalorizzatore potrebbe portare a disincentivare la raccolta differenziata e altre possibili soluzioni Green?

L’inceneritore è l’opposto di una scelta che guarda all’economia circolare, al riciclo e alla valorizzazione del rifiuto perché per funzionare ha bisogno che essi vengano prodotti. La stessa Commissione Ambiente del Parlamento europeo si è espressa contro questo tipo di impianti, disincentivandone l’uso che va in contrasto con l’obiettivo del ‘Fit for 55’, il pacchetto clima che intende ridurre le emissioni del 55% entro il 2030.

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Che ne pensate del fatto che hanno dissequestrato la discarica di Roncigliano?

il fatto che sia stata dissequestrata la discarica da parte della procura non ci stupisce in quanto la motivazione che ha spinto al sequestro della stessa non riguardava un concreto pericolo di inquinamento ambientale, ma la mancanza di un fondo di garanzia che doveva essere richiesto dagli uffici della Regione Lazio per autorizzare gli sversamenti in discarica. La regolarizzazione di questo illecito da parte dei proprietari del settimo invaso ha garantito la riapertura della discarica. La nostra più grande preoccupazione è che tale atto possa mobilitare nuovamente sversamenti da Roma e continuare a riempire il settimo invaso che già è stato sfruttato oltre il limite consentito. La battaglia per la chiusura della discarica e contro l’inceneritore per noi è la stessa. Questo perché discariche e inceneritori sono frutto della medesima politica legata all’impiantistica e ai profitti mentre per noi è determinante la chiusura del ciclo dei rifiuti, che esclude appunto discariche ed impianti che bruciano i rifiuti.

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AutoreL

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