Rocca di Papa. Monitoraggio del Moscardino al Parco dei Castelli Romani, rilevamento della presenza nelle cassette nido

Rocca di Papa. Monitoraggio del Moscardino al Parco dei Castelli Romani, rilevamento della presenza nelle cassette nido

ROCCA DI PAPA – Continua il monitoraggio del Moscardino (Moscardinus avellanarius) nel Parco dei Castelli Romani, che fa parte della rete di monitoraggio regionale. Nel mese di settembre, come ogni anno dall’inizio del progetto, i tecnici dell’area ambientale dell’Ente, effettuano i controlli delle cassette nido, per rilevare la presenza degli esemplari sul territorio.


Il Moscardino, piccolo roditore rossiccio appartenente alla famiglia dei gliridi, è specie di interesse comunitario, sottoposto a tutela in tutta Europa (art. 12 della Direttiva 92/43/CEE “Habitat” – allegato IV della medesima direttiva), predilige i boschi ad alta diversità strutturale, rappresenta quindi un efficace indicatore della qualità dell’ecosistema in cui si stabilisce e fornisce informazioni utili sulla frammentazione e qualità della gestione selvicolturale.

Il Parco sta pianificando di collocare altre cassette nido in un’ulteriore area boscata del territorio, con caratteristiche differenti da quella finora presa in considerazione, per poter confrontare i risultati dei diversi siti.



Le cassette sono nidi artificiali usati per progetti di conservazione, il Moscardino è un piccolo mammifero schivo ed elusivo difficile da vedere, attivo quasi esclusivamente di notte. Le osservazioni in corso, che proseguiranno fino a novembre, hanno rilevato la presenza di alcuni esemplari, ma in molte cassette sono stati trovati anche nidi realizzati da altre specie che le utilizzano come riparo, piccoli passeriformi ed altre specie di  roditori spesso avvistati all’interno.


La perdita e frammentazione degli habitat sono la principale causa di declino della biodiversità e, rappresentano una potenziale minaccia per le popolazioni di mammiferi europei, che sempre più frequentemente vivono in condizioni di isolamento all’interno delle aree protette. I dati raccolti e trattati nel corso del monitoraggio hanno l’obiettivo di valutare lo stato di conservazione dell’ambiente naturale, in cui vive il Moscardino per intervenire attraverso azioni mirate di salvaguardia, laddove si rendesse necessario.

(Foto Campanella Massimo)

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Chiara Bocci

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