Rischio sismico? Percezione distorta di una realtà patrimoniale fragile

Rischio sismico? Percezione distorta di una realtà patrimoniale fragile

Come una sveglia, la terra è tornata a trillare, e questa volta lo ha fatto sotto i piedi dei nostri vicini e fratelli amici albanesi.

Questo, ogniqualvolta la terra torna a farsi sentire con un terremoto vicino o lontano dall’Italia, ci riporta inevitabilmente a pensare che l’Italia è un paese sismico e che, in quanto tale, è bene ricordare sempre che non esiste angolo di questo Belpaese che non lo sia del tutto.

Il problema, però, sta nel fatto che, nonostante che noi tutti abbiamo una vaga percezione di questo rischio sismico, terminato il suono della sveglia, incuranti del pericolo che corriamo quotidianamente, ci giriamo dall’altra parte non pensando che quella stessa sveglia che abbiamo già sentito suonare più di qualche volta a casa nostra e a casa degli altri potrà tornare a farlo di nuovo nel tempo, senza alcun preavviso.

Il concetto di rischio sismico è particolarmente complesso, e la sua percezione risulta essere, ad oggi, troppo distorta dalla realtà per comprendere fino in fondo quanto realmente rischiamo ogni giorno per non mettere definitivamente in sicurezza il nostro patrimonio edilizio italiano.

I terremoti sono oramai una costante della vita nazionale e vanno fronteggiati con serietà e costanza, ma fin quando non matureremo una coscienza e una conoscenza intorno a questo tema continueremo a permettere ai terremoti di essere causa di distruzioni e perdite di vite umane anche in Italia.

Per questo dobbiamo convincerci tutti quanti che non intervenire tempestivamente con una chirurgica prevenzione sarà una vera e propria mancanza che faremo alla nostra società. Occorre prevenire.

Ne sono una testimonianza le cronache di queste ultime settimane, che ci danno una fotografia chiara del pericolo che le nostre città corrono quotidianamente a causa di superficiali gestioni e attenzioni del patrimonio architettonico e infrastrutturale: mentre l’Albania tremava, in Italia una città come Venezia affogava, altri ponti si sbriciolavano a causa delle frane e, come sempre, con le prime piogge invernali le strade di gran parte della rete viaria nazionale sono tornate a essere pericolose con l’aumento delle buche.

Prevenire è meglio che curare: questo è quanto ci insegna il campo della medicina. Purtroppo noi italiani non abbiamo studiato abbastanza, e questo ce lo ricorda il fatto che periodicamente ci ritroviamo ad affrontare la cura delle città italiane con la coscienza di traditori sociali, per non averle messe preventivamente in sicurezza. Così, l’Italia fragile e vulnerabile perde la sua bellezza, la sua salute, ma soprattutto la sua sicurezza.

Con l’augurio che con l’anno nuovo tutto possa cambiare in meglio, sotto il piano della messa in sicurezza di tutto il nostro patrimonio artistico, architettonico e infrastrutturale italiano, do a tutti voi appuntamento a gennaio con una rinnovata rubrica che, oltre a continuare a dedicarsi all’architettura eco-sostenibile, porrà molta più attenzione anche al design e all’interior design di ieri, oggi e domani.

Arch. Emanuel Acciarito

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Redazione 2

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