Parco Castelli Romani, aggiornata cartografia ATC per caccia in braccata al cinghiale

Parco Castelli Romani, aggiornata cartografia ATC per caccia in braccata al cinghiale

L’Ambito Territoriale di Caccia (A.T.C.) RM 2 ha aggiornato la cartografia relativa alla zona dove è possibile cacciare, in modalità cosiddetta in “braccata”, nell’area contigua al Parco dei Castelli Romani.

Tale zona, infatti, confinava con il Parco e con le due Z.S.C. (Zona Speciale di Conservazione) del “Cerquone-Doganella” e del “Monte Artemisio”.

L’Ente Parco, di concerto con la Regione Lazio, è riuscito a porre termine a una situazione di pericolo per la fauna dell’area protetta dei Castelli Romani e per i frequentatori dei boschi della zona.

Prima di questo importante risultato, infatti, era possibile cacciare i cinghiali con il metodo della “braccata” a due passi dalla Doganella.

Tale metodo, che prevede cospicue mute di cani lanciate all’inseguimento delle prede e un considerevole numero di cacciatori contemporaneamente presenti, è considerato di gran lunga il più impattante sulle altre componenti della fauna locale, in quanto genera disordinate fughe di massa dei cinghiali e notevole stress per gli altri animali terrestri (lupi, istrici, tassi, mustelidi, ecc.), spaventati anche dal frastuono dei molti colpi di fucile.

Da questa stagione, invece, i confini della zona di caccia in braccata si attesteranno ad oltre 500 metri di distanza dai confini protetti, sia dal lato della Doganella, sia dal lato della Via Tuscolana.

Infine, grazie a questo importante risultato, il tratto iniziale dei sentieri CAI 518 e 521 non sarà più chiuso per molti giorni all’anno, come accaduto sino alla scorsa stagione di caccia, e saranno minori i pericoli per tutti gli altri fruitori dei boschi adiacenti.

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Valentina INFO

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