Palestrina: Situazione critica all’Ospedale “Coniugi Bernardini”, la nota della GCIL FP ai sindaci e alla Asl. Assunzioni e interventi urgenti per salvare la struttura

Palestrina: Situazione critica all’Ospedale “Coniugi Bernardini”, la nota della GCIL FP ai sindaci e alla Asl. Assunzioni e interventi urgenti per salvare la struttura

Palestrina – Con la presente, la scrivente sigla sindacale Cgil è a segnalare a quanti in indirizzo e a prendere atto della preoccupante condizione in cui versa l’Ospedale di Palestrina.

grafiche ottobre 2022
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Dall’ultima riconversione del Nosocomio, nel quale si sovrappongono le criticità legate alla gestione dei pazienti covid e al ben noto “sovraffollamento” del Pronto Soccorso, il P.O. lavora in condizioni strutturali e organizzative, più e più volte segnalate dalla FP Cgil, tali da non garantire la salute e la sicurezza dei pazienti e degli operatori coinvolti.

Non meno critica è la situazione della RSA “Il Melograno” di Zagarolo che, pur nel quadro degli interventi in corso per le garanzie di agibilità, mantiene criticità strutturali elevate in ragione dell’età della struttura e della condizione di emergenza nella quale è stata aperta.

La strutturale carenza di personale sanitario, anche in relazione dell’attuazione degli interventi straordinari indicati nel Piano regionale previsto per il sovraffollamento in Pronto Soccorso, mette seriamente a rischio la qualità di erogazione dei LEA, errore che non può più ricadere sugli operatori, già provati dalle precedenti ondate pandemiche, a cui è delegata una responsabilità che non più sostenere.

A oggi, nonostante i pubblici proclami della Direzione aziendale, il presente dell’Ospedale di Palestrina è profondamente ridimensionato rispetto al periodo pre-pandemico; oltre alla recente e pesante riduzione dell’attività chirurgica e ortopedica in elezione, sono ancora inattivi i reparti di Ginecologia e Ostetricia, la Traumatologia, il Day Surgery e Pediatria. Questa O.S. chiede quali iniziative intende intraprendere questa Direzione aziendale a tutela della salute pubblica e degli operatori interessati.

FP CGIL Federazione Lavoratori Funzione Pubblica Cgil Roma Sud Pomezia Castelli. 

Quest’organizzazione chiede altresì alle istituzioni in indirizzo di fare una valutazione sull’assetto della sanità pubblica nel territorio, della sua adeguatezza ai fabbisogni che esso esprime, alla congruità dei mezzi e delle risorse disponibili, ivi compreso il personale, che continuano a mettere a rischio il diritto fondamentale alla salute dei cittadini del territorio, anche attraverso una riflessione pubblica.

Chiede quali iniziative intende intraprendere la Direzione strategica aziendale a sostegno di una migliore gestione del personale presente in tutta l’azienda e quali iniziative intende intraprendere per un piano assunzioni adeguato all’esigenza dell’azienda, che permetta al personale di prestare servizio con dignitosa professionalità e piena sicurezza.

La FP Cgil chiede ai sindaci, quale prima autorità sanitaria sul territorio, quali iniziative si intende percorre per garantire la salute pubblica nelle condizioni sopra descritte. In assenza di iniziativa, la FP CGIL ha intenzione di intraprendere ogni possibile azione sindacale e legale utile alla tutela dei lavoratori convolti.

Anche la rappresentanza sindacale CGIL Territoriale aggiunge: Nello specifico, il Pronto Soccorso, a seguito delle normali attività, che si sovrappone alla gestione dei pazienti covid e al problema del “sovraffollamento”, versa in condizioni strutturali e organizzative, come più volte segnalato, tali da mettere in pericolo la salute e la sicurezza dei pazienti e degli operatori presenti.

Il poco personale infermieristico impiegato è stato ulteriormente depauperato, così da determinare una dotazione organica complessiva di solo quattro unità per turno. Tale carenza determina spesso un prolungamento orario e i quattro infermieri presenti devono soddisfare le esigenze del Triage, della Sala Rossa, dell’Area d’isolamento covid e dell’OBI, che viene normalmente occupata da più di 30 pazienti.

La problematica organizzativa incide direttamente sulla qualità di erogazione dei LEA, ponendo il personale sanitario a una responsabilità insostenibile, sovrapposta alla richiesta di sostituzione dei turni scoperti in pre-Triage, senza alcuna disposizione da parte dell’ufficio infermieristico preposto.

Il reparto di medicina, posto al primo piano, ha una dotazione organica assolutamente inadeguata per l’assistenza di pazienti covid per lo più allettati, spesso portatori di patologie croniche, che necessitano di assistenza infermieristica complessa e continua.

La scarsità di operatori costringe a svolgere l’intero turno di servizio completamente abbigliati o a compiere le manovre di “vestizione” e “svestizione” più volte durante il turno di servizio, non avendo i tempi necessari al recupero psico-fisico, così come raccomandato in un reparto covid, con il conseguente aumento del rischio di esposizione al virus.

Il reparto di medicina, posto al secondo piano, su disposizione del dirigente infermieristico ospedaliero, non ha personale OSS notturno e vede spesso la presenza di una sola unità nel turno diurno. La recente apertura di ulteriori cinque posti letto determina un incremento dei carichi di lavoro, che ricadono sul personale infermieristico, già costantemente demansionato, provato dalle ondate pandemiche precedenti e dall’esposizione a condizioni di lavoro poco sicure e prive di dignità professionale.

Per l’attuazione degli interventi straordinari per il sovraffollamento in pronto Soccorso, il reparto di Chirurgia generale e d’urgenza sito al terzo piano ha subito una contrazione dei posti letto dedicati all’attività chirurgica e ortopedica per dedicare posti letto all’area multidisciplinare no covid.

Le indicazioni della Direzione Strategica circa la collocazione di un numero adeguato di Personale Sanitario atto a garantire gli standard d’assistenza è stata regolarmente disattesa e ignorata.

Ad oggi, le dotazioni organiche non risultano né potenziate né sono mai state sostituite le unità infermieristiche e OSS in defezione negli ultimi mesi. Le uniche azioni intraprese nel corso del tempo dal Dipartimento delle professioni sanitarie e/o dall’Ufficio infermieristico di presidio sono state la revoca verbale delle ferie programmate, la mancata concessione dei permessi contrattuali e la copertura di assenze ordinarie e programmate attraverso l’utilizzo di personale assegnato altrove.

Questo ulteriore utilizzo “a la carte” del personale assegnato, proveniente da altre UU.OO, avviene nel solo presidio di Palestrina e forza illegittimamente numerosi diritti contrattuali, in particolare quelli riguardanti le indennità contrattuali, l’istituto della performance e i rischi specifici correlati al reparto ove svolgono il servizio e alla certificazione di Idoneità ricevuta.

Tale modalità di utilizzo del personale non risponde a nessun accordo sindacale, né applicato in altri ospedali dell’azienda. Le disposizioni organizzative sopraindicate inoltre non sono utilizzate in modalità di urgenza e non sono sostenute da disposizioni scritte da parte dei Responsabili preposti, i quali sottraendosi ai loro compiti d’istituto espongono ancor di più gli operatori sanitari a responsabilità che dovrebbero far capo a chi dirige e non ai dipendenti.

Nel Distretto di Palestrina, la situazione non è migliore e giungono segnalazioni alla scrivente O.S. circa una gestione degli Operatori Sanitari in conflitto con quanto previsto dal D.Lgs 66/2003 e il CCNL in tema di orario di lavoro.

L’assegnazione dei turni a sostegno delle attività dell’Ambufest di Zagarolo non è equamente distribuita tra tutti i lavoratori e non in linea con quanto praticato in altre sedi aziendali.

La programmazione oraria della turistica non è comunicata ai dipendenti come stabilito dall’art. 43 CCNL Comparto Sanità 2019-21 ed è praticata una “mobilità” del personale fra le varie sedi Distrettuali, poco equa e non programmata. La scrivente Organizzazione chiede quali iniziative intende intraprendere questa Direzione Aziendale a tutela della Salute Pubblica e degli Operatori interessati a sostegno di una a migliore gestione del personale presente in tutta l’Azienda.

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Si chiede inoltre l’attuazione di un piano assunzioni adeguato all’esigenza dell’Azienda. In assenza di iniziativa questa FP CGIL sarà costretta ad intraprendere ogni possibile azione sindacale e legale utile alla tutela dei lavoratori convolti.

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Autore A

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