Monte Compatri, commemorazione e targa ricordo alla memoria del carabiniere eroe Alfredo Serranti

Monte Compatri, commemorazione e targa ricordo alla memoria del carabiniere eroe Alfredo Serranti

Monte Compatri – Si è tenuta la commemorazione stamattina e la posa della targa ricordo in onore della memoria del maggiore Alfredo Serranti, originario del paese monticiano morto giovane nell’ultimo conflitto bellico mondiale nella strada a lui intitolata.

Ufficiale dell’ Arma dei Carabinieri nell’ottantaseiesimo della sua morte avvenuto in Africa nel 1941 si è voluto ricordare la sua figura eroica.

Sono stati letti gli onori e le lodi al militare morto in combattimento in Africa nella battaglia di Culqualber, nell’adempimento del proprio dovere durante la seconda guerra mondiale, dove, benché ferito, riuscì a portare in salvo anche delle vite.

Stamattina sono stati  presenti tutte le autorità militari, civili e religiose; il sindaco Francesco Ferri e la sua giunta, la polizia locale con il gonfalone, associazione protezione civile Beta 91, carabinieri in congedo, i carabinieri della locale stazione, della compagnia e gruppo Frascati, le guardie zoofile locali, la commissaria della comunità montana Serena Gara e il senatore Bruno Astorre. 

Il compito delle nuove generazioni e in particolare il nostro, chiamati a ricoprire cariche istituzionali, oggi è quello di farci guidare da questo e da altri esempi che nella nostra storia non sono mai mancati – ha detto il sindaco Ferri, durante il discorso commemorativo – Uomini coraggiosi in grado di costruire l’onorabilità di una Nazione, uomini che non hanno semplicemente scritto tracce di storia passata ma esempi sacri e inviolabili da raccontare alle future generazioni.

Abbiamo l’obbligo morale, di parlare, di fare una narrazione attenta e puntuale di questi eroici italiani, perché è l’unica controffensiva, l’unica difesa per non ripiegare nell’agio e nel silenzio chi con eroismo e sacrificio teneva alta la bandiera Italiana. È questo l’impegno che dobbiamo fare nostro. È questo l’insegnamento che abbiamo il dovere di tramandare ai nostri figli”.

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