Marino, l’ex presidente del Consiglio comunale, Umberto Minotti: “decoro urbano, serve un piano per il centro storico”

Marino, l’ex presidente del Consiglio comunale, Umberto Minotti: “decoro urbano, serve un piano per il centro storico”

Marino – “La città, in particolare il centro storico, imperversa in un penoso stato di abbandono e l’Amministrazione del sindaco tutto selfie e distintivo continua a non produrre il cambiamento promesso, anzi, ad essere più precisi si mette a balbettare con “bla bla bla” e puntini di sospensione senza parole anche sugli atti ufficiali pubblicati e scaricabili sulle pagine del portale istituzionale del Comune di Marino relativi a delibere fondamentali quali quelle del Dup 2022-2024 ovvero il Bilancio comunale. Direi che siamo ben oltre il limite dell’imbarazzo e del ridicolo, raggiunto in poco più di sei mesi di governo cittadino a trazione leghista”.

Con queste parole Umberto Minotti, per molti anni presidente del Consiglio comunale, oggi membro del direttivo de Il Centro per Marino interviene sullo stato dell’arte, puntando l’accento sulla “disamministrazione” tanto per quel che riguarda ciò che i cittadini vivono sulla loro pelle: la vivibilità, in particolar modo del centro storico fino all’efficienza della macchina amministrativa di Palazzo Colonna che procede a colpi di sonore gaffe procedurale che va dalla consegna fuori dai termini delle delibere di Consiglio comunale ai consiglieri, fino alla pubblicazione di modelli di delibere/determine precompilate con onomatopee e puntini di sospensione in luogo degli oggetti materia dell’atto relativi alle politiche di programmazione economico-finanziaria dell’ente.

“Modi di agire e di sgovernare per abbiamo ben conosciuto nel mesto lustro a 5 Stelle, modus operandi al quale il sindaco leghista si è messo penosamente in scia” riprende Minotti.

“Un triste prosieguo condito di incuria e assenza di efficaci  controlli su tutto: posteggio selvaggio, utilizzo fraudolento dei tesserini e parcheggi dei portatori di handicap, trasformazione abusiva delle cantine in abitazioni, gestione rifiuti, continue assenza di erogazione dell’acqua e dell’energia elettrica (queste ultime adesso ci assicurano risolte…. Vedremo)” aggiunge l’esponente centrista.

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“Poco può, in tal senso, il controllo occasionale della Polizia Locale che, da solo, non riesce giocoforza ad essere risolutivo. Se a questo aggiungiamo la chiusura dell’Ostello e del Liceo Artistico la frittata è fatta!” chiosa Minotti.

“Quello che serve – a giudizio dell’ex presidente del Consiglio comunale – è una programmazione seria che passa solo per quel documento che avevamo adottato in Consiglio Comunale nel triennio 2011/2014: il Piano Particolareggiato del Centro Storico. Un documento semplice, ideato e progettato, da chi il territorio lo conosce bene, sulla reale situazione del centro storico marinese. Non i voli pindarici di documenti adottati successivamente e redatti da chi non sa neanche dove si trova Marino”.

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“Al suo interno c’era la soluzione al recupero delle cantine, sia quelle da mantenere come storiche che quelle su cui poter immaginare altri usi. C’erano l’individuazione ed il recupero di aree da poter destinare a servizi (parcheggi, uffici, scuole). C’era il recupero di quelle aree di pregio da poter reinserire in un contesto fruibile per percorsi pedonali e turistici. Tutto senza terroristiche previsioni di chiusure complete al traffico veicolare ma con lungimiranti e articolate gestioni ed armonizzazioni del traffico veicolare, pedonale, turistico e lavorativo. Documento lasciato nel dimenticatoio prima da Colizza ed oggi Cecchi, guarda caso sempre più simili e accostabili per inerzia operativa e scelte amministrative” aggiunge Minotti.“Avevamo sperato nel cambio della guardia ma, evidentemente, l’incapacità del nuovo sindaco e dei suoi più stretti collaboratori è tale che resta più facile stare fermi e vivacchiare su quanto messo in opera dagli altri.Nel silenzio assordante del primo cittadino qualche consigliere comunale abbozza la difesa di ufficio cercando di scaricare le colpe su quelli di prima e con sconcertante franchezza ci informa che la nuova amministrazione, per quanto riguarda il verde pubblico, ha spacchettato il nuovo appalto in tre parti per tre assegnazioni a tre ditte diverse! Suppongo tutto perfettamente in linea con quanto previsto dal codice degli appalti. Speriamo di aver capito male, altrimenti viene da chiedersi ma che caspiterina state a combina’?” conclude la nota di Umberto Minotti.

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Autore F

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