Marino, Cuba di nuovo protagonista a BiblioPop

Marino, Cuba di nuovo protagonista a BiblioPop

Marino – È stato davvero emozionante ascoltare le parole di positiva meraviglia descritte da Lisset Arguelles Montesinos, segretario Affari Culturali e Stampa – Ambasciata della Repubblica di Cuba in Italia.

Un impatto positivo, questo posto inserito in questo parco grazioso, e con la ex chiesetta che si spalanca all’ingresso introducendoci ad essere circondati, letteralmente da libri – ha esclamato la gradita ospite d’ambasciata.

giugno

È stato ed è vivere proprio come il nostro insegnamento di tanti anni di lotta hanno ispirato i nostri padri ed ora ispirano noi: conoscere, sapere, crescere nella cultura”.

Gli amici di Cuba e della sua Rivoluzione hanno chiesto nella città di Marino, alle porte di Roma, la cessazione incondizionata del blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti contro l’isola.

La cultura contro il blocco è stato il tema di una tavola rotonda tenutasi presso la Biblioteca popolare (BiblioPop) della città di poco più di 40.000 abitanti, organizzata dalla sezione locale dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba (Anaic).

La sala della biblioteca era troppo piccola per ospitare i partecipanti all’evento in cui il documentario “Io sono Fidel”.

Primo studio sulle parole di un giovane leader, diretto dal giovane attore Geremia Longobardo che ha offerto dettagli sulla sua realizzazione.

Attraverso la lettura di frammenti di “La storia mi assolverà” e l’uso di immagini del film “Io sono Cuba” (1964) di Mikhail Kalatozov, Longobardo ha reso un sentito omaggio al leader storico della rivoluzione cubana, Fidel Castro.

Mauro Avello, segretario del circolo di Marino, ‘Gino Doné’, è stato il moderatore del dibattito al quale hanno partecipato anche Ulises Mora, presidente di Timbalaye, promotore internazionale della cultura cubana, e Marco
Papacci, presidente dell’Anaic, Erano presenti anche Alex Höbel, storico, capo del Dipartimento di Cultura e Formazione del Partito Comunista Italiano e, come detto Lisset Argüelles, funzionario responsabile della Stampa e della Cultura dell’Ambasciata di Cuba in Italia.

Mora ha evidenziato il ruolo della cultura, nel suo senso più ampio, nella resistenza del popolo della nazione caraibica
contro la politica di isolamento seguita dai successivi governi statunitensi per quasi 60 anni.

Höbel ha sottolineato che la lotta contro il blocco è politica, ma anche culturale, e l’ha collocata nel confronto globale tra le forze sempre più regressive del capitalismo e dell’imperialismo, che enfatizzano gli aspetti peggiori dell’essere umano, e le tendenze contrarie a questo percorso distruttivo.

Papacci ha riflettuto sulla feroce campagna politica e mediatica scatenata contro Cuba dal governo degli Stati Uniti e dai suoi alleati in altre parti del mondo, compreso il Parlamento europeo, e ha fornito informazioni sui danni causati dal blocco al popolo cubano.

Argüelles, da parte sua, ha ringraziato gli organizzatori e i partecipanti all’attività per il gesto di solidarietà con il suo paese e ha sottolineato che “la cultura è sempre stata la forza principale della Rivoluzione”, con il suo sistema di autentica partecipazione democratica.

Del resto questo è stato dimostrato certo dal pathos che si è provato nell’assistere al lavoro di Longobardo che ha spalmato piacevolmente immagini, suoni, voci, contenuti forti, che hanno per protagonista Fidel Castro.

Ma ancor più anche il semplice dopo dibattito, con il fitto confrontarsi a gruppetti dei partecipanti, giovani e meno
giovani, lì sul prato di BiblioPop con in mano un dolcetto, un salatino e buon rum.

Modi piacevoli che non hanno tolto nulla alla potenza convinta della denuncia contro i soprusi subiti da un popolo.

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