Marino, aggressione ai danni dell’AVIS

Marino, aggressione ai danni dell’AVIS

Marino – L’AVIS è, per suo statuto, un’associazione di volontariato apartitica e senza scopi di lucro, che ha come unico fine quello di promuovere la raccolta del sangue per il bene della collettività. Opera a Marino da 63 anni senza clamore, ma con passione e serietà professionale, sostenuta dalla generosità dei suoi oltre mille soci.

La sua sede operativa è a Marino centro, in via P. Nenni n. 6, ed è stata riconosciuta con formale accreditamento da parte delle competenti autorità sanitarie della Regione Lazio quale Punto di Raccolta per i propri soci donatori e dunque presidio sanitario. Tale sede è stata assegnata dal Comune di Marino nel 2003 con apposita deliberazione ad uso di scopi sociali in comodato d’uso gratuito.

Questa sede della superficie di circa 120 mq. è confinante con la Croce Rossa Italiana sezione “Colli Albani” che dispone di una superficie di circa 400 mq., anch’essa assegnataria con la medesima deliberazione.

La sede della CRI non dispone di propri servizi igienici e per questo l’AVIS ha consentito per anni il transito dei soci e del personale della CRI ai propri bagni, mediante un corridoio reso appositamente comunicante per questa esclusiva necessità.

Tale promiscuità è divenuta problematica nella fase di epidemia da Coronavirus, per la sicurezza sanitaria dei soci donatori e del personale sanitario operante in AVIS. Da oltre sei mesi l’Amministrazione comunale ha subordinato il rinnovo del contratto di comodato d’uso a favore dell’AVIS a una cessione formale dei bagni e del corridoio, anche se a giorni alterni, alla vicina CRI.

L’AVIS, nel corso dei vari incontri e scambi epistolari con l’attuale Amministrazione comunale, pur animata da spirito di collaborazione, ha rappresentato al sindaco, agli assessori e ai dirigenti l’impossibilità di una siffatta soluzione, perché avrebbe causato l’interruzione immediata della raccolta di sangue nella propria sede:

grafiche settembre

1) per la menomazione della superficie riconosciuta, abilitata dai protocolli di accreditamento regionali;
2) per le questioni di sicurezza dei dati personali sensibili ivi conservati, oltre alle apparecchiature sanitarie e materiali di consumo tracciati;
3) non ultima la sicurezza sanitaria derivante dalla promiscuità in tempo di epidemia COVID.

L’Amministrazione comunale ha proposto all’AVIS alcuni mesi fa di trasferirsi in altri locali che però, non essendo risultati idonei alla delicata mansione associativa dell’AVIS sono stati immediatamente scartati. A fronte di tale “resistenza” da parte dell’AVIS, il Comune, invece di provvedere a realizzare i servizi igienici alla sezione della CRI, ha più volte minacciato per scritto, tramite il suo dirigente al patrimonio, la manomissione forzata della porta d’ingresso e la messa a disposizione della CRI del corridoio di comunicazione, che per l’AVIS costituisce la sala d’attesa dei donatori.

Tale minaccia è stata messa in atto dal Comune nello scorso fine settimana: la serranda di sicurezza esterna è stata sganciata e sollevata, la serratura dell’adiacente porta interna cambiata, impedendo in tal modo agli operatori e ai soci dell’AVIS di entrarvi. Tutto ciò senza una formale comunicazione e senza gli adempimenti di legge che un’Amministrazione pubblica, pur proprietaria dell’immobile, è tenuta ad osservare e a far osservare.

Pertanto mettiamo tutti a conoscenza che l’AVIS di Marino ha esposto regolare denuncia contro i responsabili di tale atto illegittimo, che subito dopo informerà le autorità competenti della Regione Lazio, dell’ASL RM6, degli organismi associativi superiori e ovviamente tutti i soci di quanto accaduto ai danni del presidio sanitario, rappresentato dalla sede dell’AVIS, essendo nell’impossibilità di continuare ad effettuare la programmata raccolta di sangue in sede, che
nell’anno 2020 ha raggiunto il ragguardevole numero di 1.200 sacche.

Non potendo fare diversamente la segreteria dell’AVIS sta invitando i propri soci a recarsi nei centri trasfusionali più
vicini per effettuare le loro donazioni.

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