L’Osservatorio ANBI delle Risorse Idriche definisce “catastrofica” la situazione idrica ai Castelli Romani

L’Osservatorio ANBI delle Risorse Idriche definisce “catastrofica” la situazione idrica ai Castelli Romani

Viene definita dall’ANBI, Osservatorio delle Risorse Idriche, “Catastrofica” la situazione idrica ai Castelli Romani, dove i laghi sono ai minimi storici con deficit idrico quantificabile in 50 milioni di metri cubi: il bacino di Nemi ha un livello medio (cm. 50), inferiore di oltre un metro a quello registrato nello stesso periodo dell’anno scorso (cm. 162). “In queste zone –precisa Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – le conseguenze dei cambiamenti climatici si sommano ad un’eccessiva pressione antropica, maturata negli anni ed i cui prelievi idrici hanno abbassato la falda a livelli tali da rendere ormai impossibile la ricarica degli specchi lacustri, le cui acque altresì sono richiamate nel sottosuolo.” 

“L’emergenza siccità nel Centro Sud d’Italia è fattuale – spiega Sonia Ricci, Presidente di Anbi Lazio in un’intervista all’ANSA – il torrido mese di maggio, appena trascorso, con picchi tipici delle giornate più calde di agosto, ha aggravato una situazione già di per sé molto critica e dovuta alle scarsissime precipitazioni invernali. Da inizio anno a Roma sono caduti solo 137 millimetri di pioggia rispetto ai 357 millimetri di media degli ultimi 16 anni. Nel resto della regione i millimetri non raggiungono i 100. Questo ennesimo, allarmante, record si riversa inevitabilmente sulla portata dei corpi idrici laziali e nelle falde che sono sempre più impoverite”. Infine, Ricci parla anche dei Castelli Romani, dicendo che è “preoccupante anche la situazione idrica ai Castelli Romani, dove i laghi sono ai “minimi storici con deficit idrico quantificabile in 50 milioni di metri cubi”

grafiche aprile 2022

Che soluzioni apportare? Siamo costretti ad un razionamento dell’acqua? Una proposta c’è, e proviene sempre da parte dell’ANBI in collaborazione con Coldiretti, ed è un progetto chiamato “Piano Laghetti”, che sembra l’unica soluzione fattibile e percorribile per rispondere e adattarsi alla situazione attuale dovuta alla siccità e ad un cambiamento climatico. Per realizzarlo servirebbero almeno dieci miliardi di euro.

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Il piano prevede la creazione di piccoli e medi laghetti sparsi su tutto il territorio nazionale che permetterebbero di trattenere l’acqua per fini civili, agricoli e di produrre energia elettrica.

Sul sito di Anbi c’è scritto che il progetto “prevede la realizzazione di 10mila bacini entro il 2030: 6.000 aziendali e 4.000 consortili”, speriamo che quest’ultimo si realizzi e si possa arginare l’allarme idrico sia in Italia, che nel Lazio.

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AutoreL

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