Lanuvio, l’unione fa la forza ai Castelli Romani per la gestione dei rifiuti, intervista ad Andrea Volpi

Lanuvio, l’unione fa la forza ai Castelli Romani per la gestione dei rifiuti, intervista ad Andrea Volpi

Lanuvio – Gestire e non subire i rifiuti quindi sarebbe possibile e intendono dimostrarlo gli attuali sindaci dei Castelli Romani, che si sono dati appuntamenti a Lanuvio per un primo incontro sul tema. L’iniziativa, promossa dal comune di Lanuvio, potrebbe essere un nuovo inizio per il territorio. Abbiamo raggiunto al telefono il dottor Andrea Volpi, vice sindaco del comune di Lanuvio, per farci raccontare come e se, questa innovazione, sulla gestione dei rifiuti può diventare una realtà.

Dottor Volpi la vostra è stata un’iniziativa importante che potrebbe segnare una svolta per la storia dei Castelli Romani?
Per adesso è solo una proposta che stiamo portando avanti insieme alle altre amministrazioni comunali. Ci siamo chiesti come potevamo contribuire a fare qualcosa guardando oltre la protesta del momento, che riguarda l’emergenza legata a Roncigliano. Manifestare davanti il sito di stoccaggio è importante ma dobbiamo pensare al dopo e noi, come amministrazione, ci siamo posti il problema di come farlo. Non possiamo continuare a subire le decisioni degli altri, ecco come nasce l’idea di creare un sub ambito nel nostro territorio, che riguarda i rifiuti. Questa proposta potrebbe essere quindi il modo per uscire dall’emergenza e per iniziare a lavorare al futuro, sempre tenendo conto delle Leggi approvate in ambito regionale, dalle quali non possiamo prescindere. La proposta abbiamo pensato di avanzarla come amministrazioni comunali, quindi senza colore politico, cosi evitiamo che la discussione possa scadere nella retorica della politica e dei partiti. In questo modo gli amministratori potrebbero avere più libertà di movimento. Il primo incontro è stato positivo e stiamo già lavorando al secondo appuntamento che si farà in un altro comune, con l’obiettivo di fare un ulteriore passo avanti e mettendo nero su bianco qualcosa di concreto. Solo così potremmo chiedere all’assessore regionale per i rifiuti e al presidente della Regione Lazio, di autorizzare la realizzazione del sub ambito. Una volta ottenuta l’autorizzazione si metterebbe in moto un meccanismo tecnico-pratico che, se replicato nel Lazio o nella provincia di Roma, darebbe il via a un sistema virtuoso paragonabile a quello già realizzato in altre regioni come la Toscana o l’Emilia Romagna, dove si è dimostrato efficace.


Quindi non puntiamo a sistemi poi cosi lontani da casa nostra come altri paesi europei?

Non serve. Il sistema che vogliamo adottare, in atto in altre Regioni, è già collaudato e ci permetterebbe di raggiungere l’autosufficienza. Ovviamente non basta essere autorizzati, servono gli impianti, l’organizzazione e la programmazione degli stessi. Il lavoro da fare c’è ma ne abbiamo le capacità ed è questo il modo per uscire dall’emergenza. Anche perché l’emergenza è un terreno fertile per l’illegalità, per una cattiva gestione delle risorse economiche, per l’assunzione di scelte che non piacciono come quelle di Roncigliano.
La proposta che abbiamo avanzato oggi è una via per uscire dalla difficoltà ma siamo consapevoli e pronti a intraprendere una strada diversa qualora domani dovesse uscire una soluzione più  efficace e veloce. Con questa proposta però abbiamo iniziato a camminare sulla strada che porta alla soluzione del problema.

Proviamo a spiegare ai nostri lettori in cosa consiste praticamente questa proposta che si vuole portare in Regione?
Vogliamo riorganizzare il servizio della gestione dei rifiuti in ambito territoriale che porterà ad un adeguamento anche dei sistemi in uso. Gli impianti esistenti devono essere ammodernati e proporzionati al territorio che devono servire. Si deve evitare che i rifiuti vengano trasferiti in altri luoghi per essere trattati o smaltiti. Con questa proposta vogliamo rendere efficace l’azione di gestione dei rifiuti avviando una virtuosa economia circolare. Questo lo possiamo fare creando intanto un sub ambito che evita l’ingresso di rifiuti provenienti da altri territori. Il principio è quello di gestire, all’interno del sub ambito, tutti i rifiuti generati. Ovviamente questo ci dà anche un’ulteriore responsabilità perché dobbiamo prendere coscienza che tutti i rifiuti generati nel territorio devono essere smaltiti al suo interno: cosi come non possono entrare non possono neanche uscire.

Questo sarebbe quindi un motivo in più per migliorare la raccolta differenziata?
I nostri comuni ormai fanno tutti una raccolta differenziata “spinta”, molti sono passati alla TARIP (Tassa Rifiuti Puntuale). Tutti abbiamo espletato le linee guida indicate da Città Metropolitana che prevedono: il centro di raccolta della differenziata, la raccolta differenziata estesa su tutto il territorio comunale e la costruzione dei centri del riuso. Queste linee avrebbero l’obiettivo di generare meno rifiuti e una migliore raccolta per abbassare il costo dello smaltimento. Purtroppo questo non è stato possibile perché nel mercato dell’emergenza si va a conferire i siti che hanno prezzi più alti vanificando così gli sforzi dei cittadini.

Qualora la Regione Lazio dovesse accogliere la proposta quali sarebbero i reali benefici per i cittadini?
I benefici sarebbero molteplici. Attraverso l’efficientamento dei siti esistenti, il loro ammodernamento e la trasformazione in siti produttivi, sia come materie da riciclare ma anche con la produzione di energia da parte degli stessi, avremmo soprattutto un minor impatto ambientale e una riduzione dei costi.

Quali crede che siano le difficoltà più evidenti che non permetterebbero l’approvazione della proposta da parte della Regione?

La prima difficoltà potrebbe essere quella di aggregare i comuni e di condividere con tutti lo stesso obiettivo, ma siamo sulla buona strada. Una volta sensibilizzati gli altri amministratori e formalizzata la proposta alla Regione, non credo che ci saranno grandi impedimenti burocratici.

Secondo lei questo fronte compatto da parte dei comuni nell’affrontare l’emergenza rifiuti può essere un discorso valido anche in modo trasversale su argomenti come il turismo?
Io sono convinto che deve esserlo e a anche su questa strada stiamo facendo dei passi avanti. Stiamo mettendo insieme tutti i comuni del territorio perché hanno in condivisione cultura e turismo. La stessa cosa faremo sui trasporti e anche sull’urbanistica.

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