Lago, si vota per l’Ente Capofila

Lago, si vota per l’Ente Capofila

Domani potrebbe essere un giorno importante per i Castelli Romani. Si ritorna a parlare durante una riunione convocata per i soli addetti ai lavori impegnati, molti ormai da anni, con una finalità importantissima: stabilizzare il livello idrico dei laghi di Albano e di Nemi, per poi cercare di farlo risalire. Un’impresa titanica? Forse, ma certamente non impossibile. Il primo a esserne convinto è Ettore Marrone, promotore dell’iniziativa che ha portato alla sottoscrizione del Contratto di Falda Lago, Albano, Nemi e per il Fiume Incastro da numerosi e importanti attori istituzionali.

grafiche ottobre 2022

L’impegno da parte degli Enti pubblici, responsabili dei due specchi lacustri, è quindi ufficializzato da tempo, ora è il tempo di finalizzare questi sforzi. A voler cercare la nota stonata, tra i partecipanti manca quello che dovrebbe essere una parte importante di questo impegno: il comune di Nemi. L’amministrazione comunale infatti, nonostante sia stata più volte chiamata a partecipare, ci ricorda Ettore Marrone, è ancora assente. Quello che ci auguriamo è che presto possa esserci un’inversione di rotta da parte del Sindaco Bertucci, in modo da completare il quadro dei partecipanti con un tassello importante. Speriamo che il nostro appello possa essere ascoltato. “Il lago di Nemi infatti, rispetto a quello di Albano, sottolinea Marrone, è sceso in proporzione in modo più importante e se il trend continuasse in questo modo, si svuoterebbe prima”.

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Un campanello di allarme quello sottolineato da Marrone che non va sottovalutato, soprattutto per le conseguenze che potrebbe provocare. Mercoledì quindi, durante l’incontro, bisognerà votare quale struttura dare all’organizzazione che costituisce il Contratto di Falda Lago, Albano, Nemi e per il Fiume Incastro. Dopo un’attenta analisi di realtà già esistenti e attive in Italia, si presuppone che la formula migliore sia quella che prevede un capo fila, un comitato tecnico istituzionale e un’assemblea composta dai firmatari del manifesto. In questo modo, le decisioni che andranno prese saranno individuate e proposte dall’Ente Capo Fila, che sarà pubblico a tutela degli interessi collettivi, vagliate dal Comitato Tecnico Istituzionale nel quale confluiranno le importanti figure tecniche, ciascuna con la propria competenze professionale specifica, per essere poi definitivamente approvate dall’Assemblea.

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In questo modo, e con questa struttura ci dice Marrone, potremmo garantire l’autonomia necessaria all’Ente Capofila di proporre progetti e soluzioni applicabili, che però dovranno essere vagliati e approvati dalla maggioranza dei firmatari. Il tutto sempre valutato dalle importanti competenze tecniche che sono scese in campo, in modo volontario e a titolo gratuito, per salvaguardare il nostro territorio. L’Ente Capofila, che sarà votato domani, a meno di sorprese inattese, sarà il Consorzio di Bonifica, che su proposta si è reso disponibile. Sarà quindi compito del Consorzio, che assicura Marrone ha certamente la struttura e le persone con il know how giusto, per proporre e attuare i progetti che saranno approvati. Una volta ufficializzata la decisione che si voterà domani, sarà importantissimo mettersi subito al lavoro.

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L’obiettivo infatti è proporre nel più breve tempo possibile i progetti. Il tempo stringe non solo per la situazione del livello idrico sempre più preoccupante, complice anche le temperature che, eccezione fatta per questi giorni, sono sempre più alte. Ma anche dalla necessità di intercettare i fondi non assegnati del PNRR. Senza questi finanziamenti la strada si farà veramente dura e l’impresa sempre più ardua. E’ questa quindi l’occasione da non perdere, probabilmente irripetibile, che potrebbe portare finalmente a mettere in campo azioni concrete e non più teoriche.

Di soluzioni infatti, ricorda Ettore Marrone, ne sono state ipotizzate tante, tutte proposte certamente valide, ma che se non verranno realizzate fisicamente, non convoglieranno l’acqua nei laghi. Di soluzioni moderne per recuperare le acque piovane da reintrodurre in quelle dei Laghi sono tante. Anche se il problema va risolto sempre attraverso la causa che lo genera. Se oggi ci troviamo in questa condizione è perché hanno concorso una serie di comportamenti sbagliati: lo sfruttamento eccessivo del suolo che è stato cementificato e quindi non permette più all’acqua di filtrare nel terreno; L’aumento circostanziato sul territorio della popolazione con la richiesta che continua a crescere; le coltivazioni agricole che richiedono grandi quantità di acqua come quelle dei kiwi.

Solo per fare alcuni esempi. Spaventa anche l’ipotesi del termovalorizzatore che Roma vorrebbe costruire sulla nostra falda acquifera, andando così ad aumentare, inesorabilmente, una richiesta già eccessiva. Tra le prime cose da fare, praticamente a costo zero sottolinea Ettore Marrone, è la verifica della possibile presenza di un emissario che sta contribuendo a portare acqua fuori dal bacino, attraverso la possibile rottura del canale che ospita i tubi delle fogne. Occorre poi monitorare il lago con strumenti efficaci e puntuali, che possano dare rilievi precisi e continui. Si potrebbe ad esempio poi rendere pubblici questi dati attraverso i totem e di display nelle piazze dei comuni dei Castelli Romani. Questo per sensibilizzare le persone verso un problema che non è solo estetico. L’acqua degli specchi lacustri è il riflesso di quanto succede nella falda che si sta prosciugando. A questo proposito, conclude Ettore Marrone che ringraziamo per il lavoro svolto fino ad oggi, ci auguriamo di poter riprendere presto le campagne di sensibilizzazione negli istituti scolastici, sono i giovani il futuro e quello che stiamo facendo in fondo, è soprattutto per loro.

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AutoreL

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