La Nave delle Emozioni, un viaggio da non perdere

La Nave delle Emozioni, un viaggio da non perdere

Il laboratorio teatrale della fondazione Prometeus va in scena per lo spettacolo di fine anno. Monologhi che affrontano il mondo interiore di venti donne, in una tempesta di emozioni autentiche. Il teatro aiuta ad alleggerirsi dal peso di un percorso a cui sono state costrette, in uno spazio dove non si parla della malattia. Da questi presupposti nasce ‘La Nave delle Emozioni’, un luogo senza tempo con cui fare i conti. Domenica ore 19.30 presso il teatro della Chiesa di San Giuseppe Lavoratore in Frascati.

Di Emanuele Scigliuzzo

Entrare in un reparto di Senologia, o in un ambulatorio dove vengono fatti esami clinici che riguardano il seno della donna, fa paura. Si respirano un’aria e una tensione particolare, nonostante il personale sia accogliente, gentile e sproni le donne al coraggio. In quelle stanze si è consapevoli che potrebbe iniziare un percorso che cambierà radicalmente e definitivamente la percezione delle donne che lo dovranno affrontare. Qualsiasi curva, salita o discesa riserverà quel percorso che forse, nel migliore dei casi potrebbe anche non iniziare, porterà a un cambiamento. Proprio per metabolizzare questo inevitabile nuovo punto di partenza e per rispondere concretamente alle esigenze delle donne che affrontano questo percorso, la fondazione Prometueus, in collaborazione con il reparto di Senologia dell’Ospedale San Giovanni Addolarata di Roma, promuove una serie di attività tra le quali un corso di trucco oncologico, la banca della Parrucca della Tricostarc di Giusy Giambertone e il coro delle belle note e la Riflessologia Plantare. Inoltre è disponibile una Data Manager, il Servizio di Genetica, il supporto psicologico e legale e corsi di Tai Chi e Reiki.

Tra le possibilità offerte anche il laboratorio di teatro e artiterapie espressive che dà l’opportunità di guardarsi dentro perché è da lì che ogni donna dovrà trovare la forza e il coraggio di andare avanti.

Sono tutte donne uniche e speciali, come del resto lo siamo tutti, ma loro arrivano da un vissuto che le ha segnate. Tante di loro, ho fatto caso in questi anni, spesso hanno affrontato la malattia dopo aver attraversato altre esperienze traumatiche come una separazione. Arrivano al nostro laboratorio di teatro che non sono del tutto consapevoli di quanto coraggio hanno avuto e hanno dentro. A me il teatro ha salvato la vita ed è attraverso questa forma di espressione che provo ad aiutare le altre donne a ripartire”, con queste parole Angela Pariota ci descrive quello che rappresenta il laboratorio di teatro e artiterapie espressive “L’albero dei Sogni in una Terra Libera”, condotto insieme a Elisa Mascia.

Angela, già attrice e insegnante di teatro, ha scoperto di essere malata di cancro poco prima di una importante e impegnativa tournée: “Quando mi hanno detto che avrei dovuto fare la chemio ho pensato che non sarebbe stata compatibile con i miei impegni. Poi con il professor Lucio Fortunato, primario del reparto di Senologia del San Giovanni, abbiamo deciso che avrei affrontato la cura, ma che non avrei mollato il teatro. Non volevo restare in un letto a piangere mentre gli altri salivano sul palcoscenico a divertirsi. Ma non potevo neanche rinunciare al trattamento. Purtroppo oggi sono tante le donne che non vogliono sottoporsi alla chemio per la paura della perdita dei capelli: a loro dico non farlo, di non rinunciare a curarsi perché è troppo importante. Per coprire la perdita dei capelli si può usare una parrucca. Così ho affrontato tutta la tournée senza dire nulla facendo le cure. I dolori provocati dalla chemio sparivano quando entravo in scena. Il teatro per me è stato una medicina, per questo abbiamo deciso di dare vita a questo laboratorio. Vorrei, attraverso questa forma di arte, aiutare le donne ad affrontare il percorso, a sapersi guardare dentro, a esprimersi attraverso i personaggi che interpretano”.

Un laboratorio che si svolge solo una volta alla settimana integrato con donne che arrivano dalla struttura sanitaria o dal territorio: “Siamo un gruppo integrato per avere sempre il massimo delle energie e favorire una condivisione maggiore, uno scambio che aiuta non solo le persone che arrivano o stanno attraversando il percorso della malattia”.

Un luogo in cui lasciare fuori, almeno per un attimo, i problemi che le hanno portate a questo laboratorio: “In tantissimi casi le donne che arrivano da noi non hanno avuto esperienze teatrali in precedenza, ma qui scoprono una nuova passione e un nuovo modo di esprimersi. Non si parla mai del percorso che le ha portate da noi, il laboratorio è un momento di leggerezza, di condivisione e di allegria tutta al femminile che serve per distrarsi e recuperare una normalità che non sarà mai uguale a prima”.

Anche quest’anno un nuovo spettacolo interamente scritto da Angela ed Elisa in collaborazione con le neo attrici: “Non ci piace seguire un copione già pronto, così ci affidiamo alla nostra creatività. Quest’anno saliamo a bordo de ‘La Nave delle Emozioni’ dove ogni attrice racconterà, attraverso un monologo qualcosa di sé. La nave su cui saliranno a bordo è senza tempo e racconterà le loro emozioni personali, rigorosamente slegate però dal percorso della malattia”.

Lo spettacolo interamente gratuito andrà in scena domenica alle 19.30 presso il teatro della Chiesa di San Giuseppe Lavoratore in Frascati che ospiterà questo spettacolo, patrocinato anche dal Comune, e che promette di regalare una “tempesta” di emozioni, non solo a chi sarà sul palco.

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Last Updated on 14 Giugno 2024 by Autore S.

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