La febbre alta, nei bambini, può essere così pericolosa da andare in ospedale?

La febbre alta, nei bambini, può essere così pericolosa da andare in ospedale?

Quando la febbre è alta, è facile farsi prendere dall’ansia. Ma è vero che, più è alta, più è grave? Non sempre è così.

Il livello di temperatura non sempre correla con la gravità della malattia: diverse malattie banali non meritevoli di antibiotico possono talora raggiungere 40° di febbre (la sesta malattia ne è un esempio), mentre altre patologie realmente meritevoli di antibiotico, come un’infezione possono talora decorrere con lieve febbricola.

Piuttosto che soffermarsi sul termometro, dovremmo imparare a riconoscere i pericolosi sintomi di accompagnamento alla febbre.

Ecco una lista di dieci campanelli d’ allarme che meritano sempre una pronta valutazione da parte del pediatra:

  1. Quando la febbre può essere segno di una possibile meningite?
    • Lattante: pianto continuo ininterrotto, fontanella cranica bombata e pulsante, difficoltà nell’alimentazione e apnee;
    • Bambino adolescente: forte mal di testa, abbattimento, rigidità del collo (se gli solleviamo la testa mentre è disteso, avverte dolore al collo e si oppone al movimento);
    • A ogni età: petecchie e macchie violacee diffuse sulla cute (che non sbiadiscono alla digitopressione per 3-4 secondi);
  2. In caso di persistenza di sonnolenza e rifiuto del cibo anche dopo che la febbre sia scesa con un comune antifebbrile;
  3. Vomito o diarrea ripetuti con segni di disidratazione, lingua e labbra secche e screpolate, pelle secca, fa poca pipì, piange senza lacrime;
  4. Insolite colorazioni del colorito della pelle (il bambino è diventato pallido, cianotico oppure grigiastro; sono comparse chiazze violacee o puntini rossi che non “sbiancano” quando schiacciati con le dita;
  5. Dolore addominale fisso e costante.
    Indipendentemente da quanto il dolore sia intenso, l’allarme nasce quando il dolore si presenta fisso e costante, anziché avere il classico andamento “va e vieni” tipo colica.
  6. Respirazione difficile e affannosa.
    • Ha segni di sforzo respiratorio: quando respira compaiono strani infossamenti alla base del collo o alle coste; le narici sembrano gonfiarsi e sgonfiarsi;
    • Ha un respiro troppo veloce.
    Contate i respiri in un minuto:
    • Se ha meno di 2 mesi non dovrebbe farne più di 60;
    • Se ha 2-12 mesi non più di 50;
    • Se ha 1-5 anni non più di 40;
    • Se ha 5-12 anni non più di 30;
    • Se ha oltre 12 non più di 20.
  7. Comparsa di convulsioni per la prima volta nella vita.
    Al primo episodio è sempre necessaria una valutazione medica immediata. Qualora sia già stato stabilito che si tratti di convulsioni febbrili semplici allora ai successivi episodi, si potrà essere più sereni.
  8. Zoppia.
    Un’improvvisa zoppia in corso di febbre deve sempre accendere un campanello di allarme. In molti casi potrà trattarsi della banale coxalgia benigna. In altri casi, invece, vi sono gravi condizioni che vanno escluse, come osteomielite, artrite settica e leucemia.
    Età a rischio:
    • Tra 0-1 mese di vita, una febbre di qualsiasi livello necessita di pronta valutazione pediatrica;
    • Tra 1-3 mesi, una febbre superiore a 38° necessita sempre di pronta valutazione pediatrica;
  9. Andamento della febbre a rischio
    • Febbre che sale ripetutamente oltre 40°, qualunque sia l’età, necessita di un controllo pediatrico;
    • Febbre che supera i 38,5° e non scende con paracetamolo o ibuprofene;
    • Febbre che duri più di cinque giorni;
    • Febbre che non passa dopo 48 ore di antibiotico prescritto dal pediatra.
    Il vostro bambino presenta almeno uno di questi 10 segnali d’allarme?
    Se la risposta è “sì”, è consigliata una pronta visita pediatrica. Se invece non rientra in nessuno di questi punti potrete stare relativamente più sereni e non farvi prendere dall’ansia o dal nervosismo se il vostro pediatra vi consiglia di rinviare la visita di 2-3 giorni. Perché aspettare?
    La risposta è semplice: dopo due o tre giorni il pediatra avrà molti più elementi per arrivare a una diagnosi ben precisa!

Dottoressa Rita Romani

Condividi

Redazione 2

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Tutti i diritti riservati