Il Periodo di prova: istruzioni per l’uso

Il Periodo di prova: istruzioni per l’uso

Ariccia – Cerchiamo di fare chiarezza con la Dott.ssa De Marzi Romina quali sono le regole che disciplinano il periodo di prova e capire come, questo “sconosciuto periodo di prova”, non è estraneo al rapporto di lavoro ma ne è parte integrante.

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Che cosa è il periodo di prova?
il periodo di prova è un periodo di lavoro in cui sia lavoratore che datore di lavoro hanno la possibilità di verificare il contratto di lavoro sottoscritto e decidere se proseguire o meno nello stesso.
Durante il periodo di prova, entrambe le parti, possono recedere dal contratto, senza obbligo di preavviso.

Caratteristiche del periodo di prova a pena di nullità dello stesso:
– deve essere stipulato in forma scritta;
– deve essere sottoscritto dalle parti in data antecedente o contestuale all’inizio della prestazione lavorativa;
– deve essere realmente eseguito;
– deve essere accompagnato da una specifica indicazioni delle mansioni affidate al dipendente per cui si effettua la prova stessa;
– deve essere retribuito;
Qualora manchi uno degli elementi sopra riportati il patto di prova può essere considerato nullo, con la conseguenza, che il rapporto di lavoro si considera stipulato a tempo indeterminato fin dall’inizio, anche se a tempo determinato, nel caso in cui il dipendente voglia far valere i suoi diritti.

Il periodo di prova deve essere quindi necessariamente svolto all’interno di un’assunzione formalizzata e cioè denunciata presso il centro per l’impego in modalità telematica. in caso contrario, si tratterà di periodo di prova svolto durante lavoro in nero che non avrà alcuna efficacia.
Si ricorda inoltre che se il lavoratore ha svolto precedente lavoro in nero e poi viene assunto, il periodo di prova, anche se formalizzato con tutti gli elementi di legge, sarà nullo.


Reale esecuzione del periodo di prova: il lavoratore deve essere messo in grado di far vedere le sue capacità lavorative e nel dettaglio:

  • effettiva attribuzione delle mansioni per cui è stato messo in prova: al lavoratore deve essere permesso di effettuare le mansioni per cui è stato assunto e sta eseguendo la prova e non devono essere assegnate mansioni diverse da quelle dettagliate nella lettera di assunzione;
  • accettabile lasso temporale di durata della prova prima del recesso: al lavoratore deve essere permesso di far vedere le sue capacità lavorative, in un lasso temporale sufficiente, rispetto la durata effettiva del periodo di prova.

Periodo di prova quanto dura?
La durata del periodo di prova può essere stabilita dalle parti senza mai eccedere quanto stabilito dai Contratti Collettivi Nazionali e in ogni caso non deve superare i 6 mesi. Importante anche verificare e formalizzare per iscritto se la durata del periodo di prova è espressa in giorni di calendario o di lavoro effettivo.
Fondamentale quindi capire la funzione del periodo di prova e non dimenticare le regole base che lo disciplinano. Si eviteranno spiacevoli sorprese e il lavoratore vedrà i suoi diritti tutelati!

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Redazione 2

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