I NOSTRI FIGLI CONTANO, MA NON TEMPORANEAMENTE

I NOSTRI FIGLI CONTANO, MA NON TEMPORANEAMENTE

Voci non ancora ufficiali sembrano scongiurare, fino al termine della pandemia, la chiusura dello studio pediatrico che fino allo scorso 29 febbraio era retto dalla dottoressa Titti Foti, oggi in pensione.

Dal 1 marzo, con un incarico provvisorio, lo studio è passato alla dottoressa Marta Porcari, in virtù della posizione ricoperta in graduatoria, e dall’esperienza di 13 anni maturata lavorando proprio all’interno di questo studio. In tutti questi anni, prendendosi cura di oltre ottocento piccoli pazienti, la dottoressa è diventata, inevitabilmente, punto di riferimento per i genitori che si sono affidati alle competenze mediche di una pediatra, che si è presa cura, in qualsiasi giorno e a qualsiasi ora, dei piccoli pazienti.

Ma oggi, il rischio che queste famiglie potrebbero rimanere senza studio pediatrico non per una questione di competenze, tra l’altro ineccepibili, ma per un problema di numeri e di interpretazione dei regolamenti, è ancora vivo.

Ad Ariccia infatti, uno dei quattro comuni che compongono il centro abitato di Pavona, c’è uno studio pediatrico che non ha raggiunto il “massimale”, ovvero il numero massimo dei pazienti che possono essere seguiti da un medico.

Questa posizione aperta, porterebbe la Asl, a decidere nella gestione del numero di pediatri del distretto, a non richiedere in regione nuove carenze.

Questa scelta, costringerebbe però tante famiglie, a dover esercitare, loro malgrado la “libera scelta”, di avvalersi, all’interno del distretto, e non necessariamente nel comune di residenza, di un nuovo pediatra, ma rinunciare al medico con il quale si è instaurato un rapporto di fiducia e che conosce la storia clinica dei propri figli.

Fa riflettere che nessuna di queste famiglie, da quando la dottoressa Foti è andata in pensione, ha deciso di lasciare lo studio medico di via l’Aquila in Pavona. Al contrario, la dottoressa Porcari ci ha detto di non aver potuto assecondare le richieste di prendere in carico nuovi pazienti, poiché non è titolare dello studio.

La dottoressa Marta Porcari, ha richiesto in maniera ufficiale, tra l’altro senza mai ricevere risposte dalla Asl Roma 6, di aprire una posizione straordinaria, che si può richiedere in caso di trasferimento o pensionamento del titolare dello studio: “ho chiesto di aprire questa nuova posizione straordinaria ai dirigenti della Asl per dare l’opportunità, alle famiglie che seguiamo, soprattutto per i casi di patologie complicate e croniche, di avere continuità ed essere seguiti sempre dallo stesso medico – ci comunica la dottoressa Marta Porcari che abbiamo raggiunto telefonicamente – un riferimento importante quando si tratta di pediatria. Spero che la Asl, prosegue la dottoressa, possa accogliere la domanda e venire incontro a questa necessità della popolazione che è reale e concreta, soprattutto in questo particolare momento con la minaccia della pandemia che non è ancora finita.
Provo a immedesimarmi in mamme costrette ad affrontare mille difficoltà per raggiungere uno studio pediatrico con mezzi pubblici o comunque in un posto lontano rispetto al proprio domicilio. Sono convinta che tutto si risolverà per il meglio e che il buon senso prevarrà sui numeri, prescindendo da qualsiasi interpretazione normativa
”.

Sulle voci non ancora ufficiali circa il possibile prolungamento fino al termine dell’emergenza, la dottoressa Porcari ha dichiarato: “non voglio esprimere giudizi affrettati perché non sono ancora state prese decisioni ufficiali, anche se le voci arrivano da persone autorevoli. Se così fosse, sarebbe solo un modo per spostare il problema di qualche mese ma sarei parzialmente contenta perché intanto le famiglie, potrebbero continuare in questo periodo così particolare, senza perdere riferimenti importanti. Se la decisione di prorogare la sostituzione si dovesse dimostrare solo un modo di spostare l’attenzione dal problema, io e la dottoressa Foti, siamo disposte ad andare avanti. Ma come ho detto prima, sono convinta che verrà presa la decisione migliore nell’interesse dei pazienti”.

Per quanto riguarda la procedura ordinaria, i dirigenti della Asl, hanno dato un’interpretazione della norma obiettando l’inclusione nel conteggio, di alcune “categorie” di bimbi: “Un bambino che ha compiuto 12 anni – si legge in una nota diffusa dalla dottoressa Foti, ex titolare dello studio – viene escluso dal calcolo dei bambini senza pediatra, come viene escluso un bambino che ha un genitore con un contratto a termine o domiciliato nella nostra regione. Questi bambini vengono esclusi, come se non esistessero, come se non avessero più diritto ad un pediatra, semplicemente non contano”.

Oggi, i cittadini di Pavona, rischiano di passare da un territorio coperto da tre studi pediatrici a uno solo, che non ha più posti per accogliere nuovi pazienti.

In queste ore è stata lanciata una petizione, che sembra aver prodotto qualche effetto, affinché i dirigenti della Asl Roma 6 possano ripensarci e richiedere una zona carente straordinaria, prima della scadenza dei termini stabiliti dalla Regione Lazio.

Tra qualche giorno lo studio potrebbe chiudere, in contrasto con il potenziamento del sistema sanitario previsto per combattere la pandemia, lasciando senza medico numerosi bambini. Per questo, tutte le famiglie di Pavona, sono invitate dalla dottoressa Foti e dalla dottoressa Porcari a firmare la petizione per far rimanere aperto, in via definitiva, lo studio pediatrico.

Emanuele Scigliuzzo

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Redazione 2

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