Giovanni De Noto si presenta con il suo primo singolo “Vita nuova”

Giovanni De Noto si presenta con il suo primo singolo “Vita nuova”

Il giovane cantautore romano Giovanni De Noto presenta “Vita Nuova”, l’ultimo singolo scritto e composto da lui in collaborazione con l’autore Luca Sala, affermato nel contesto musicale discografico grazie alla vittoria del Festival di Sanremo con “Non è l’inferno” interpretata da Emma Marrone nel 2012. Giovanni De Noto ha solo 23 anni ma nonostante l’età ha coltivato con costanza la sua musica, compagna di vita già da piccolo, fino ad ottenere i suoi primi significativi risultati. In questa intervista abbiamo scoperto chi è davvero Giovanni scavando a fondo nel suo rapporto con la musica.

Giovanni, quando hai deciso di dedicarti alla musica e quali sono stati i tuoi primi passi in questo mondo?
Fin da piccolo ho iniziato a strimpellare la chitarra, riprodurre un po’ le canzoni che sentivo in radio e in tv. Suonare non è mai stato una cosa a cui mi sono sempre dedicato interamente anzi, all’inizio lo facevo di rado ma poi con la quarantena, all’inizio del 2020, ho riscoperto il pianoforte che avevo a casa.

Lo usavo poco, non sapevo come fare e non ero bravo a suonarlo. In quel periodo mi ricordo che volevo solo suonare, avevo il bisogno di fare qualcosa di più serio con la musica. A settembre del 2020 poi, ho iniziato a prendere lezioni di canto, per dedicarmi al mio strumento preferito: la voce.

Intanto ho continuato anche lo studio degli strumenti, fondamentali per accompagnarmi nel cantare. Mi ricordo ancora il momento in cui mi sono seduto al piano con dei pensieri in testa e li ho scritti. Da lì, da quel momento difficile nell’aprile del 2021, ho sentito il bisogno di buttare fuori pensieri e preoccupazioni. Cantare le canzoni di altri artisti non bastava più, per questo ho cominciato a scrivere le mie.

Quali artisti hanno influenzato la tua scelta musicale?
Come genere musicale, mi avvicino molto a quello che fanno Ultimo, Fabrizio Moro e i Modà. Loro tentano di dire qualcosa di più nei testi e questo è anche il mio obiettivo. Non importa esattamente l’argomento della canzone, può essere una storia o un testo autobiografico, il punto importate è la sincerità e la forza nell’esprimere un messaggio.

Cos’è la musica per te?
Per me la musica è trasmettere qualcosa in un modo che non sia soltanto parola. E’ necessità, linguaggio, medicina, sfogo, liberazione. Sembrerò banale ma effettivamente è l’unico modo che conosco per esprimermi. Per me è qualcosa di astratto e fondamentale che devo fare proprio perché mi fa stare bene. Secondo me vale più di mille parole, mille frasi dette. È sicuramente un momento in intimo con sé stessi.

Di cosa parla il tuo nuovo pezzo? Perché si intitola “vita nuova”?
Ci tengo a dire come prima cosa che non è una canzone d’amore. A primo impatto magari può sembrare ma è una lettura superficiale. La canzone parla del fatto di avere dentro di sé delle limitazioni dovute ai pensieri e alle preoccupazioni della vita che aumentano di giorno in giorno. Racconta della voglia di riscattarsi, di iniziare una “vita nuova”, superare tutti questi paletti che vengono messi dalla propria testa e dalla paura del futuro. Ho scritto nella canzone “pensa qui il presente che il futuro è fantasia che mente” riferendomi proprio a questo: il futuro non è ancora e non ha senso farti paranoie inutili.

Come ti è venuta l’ispirazione per scrivere il pezzo?
Mi è venuta proprio quando ho capito di non essere solo. Nel caos di tutti questi pensieri la mia ragazza mi ha aiutato tanto e non solo lei, anche tutte le persone che mi stanno vicino e mi fanno sentire il loro affetto. L’ho scritto per ricordarmi di queste cose, che l’aiuto che riceviamo dagli altri che non pretendono nulla in cambio è importante.
Vorrei ringraziare anche l’arrangiatore del brano, Luca Sala, autore della canzone di Emma Marrone “non è l’inferno”, per aver reso possibile l’incisione della mia canzone.

Programmi per il futuro?
Per adesso non ho dei piani precisi, ho cominciato da poco scrivere. Il pezzo è uscito a fine ottobre e quindi è ancora fresca la cosa. Faccio musica per me, quindi non ho ancora pensato a dove questa strada mi potrà portare. Sono certo solo di continuare a scrivere le canzoni che mi possano rappresentare al meglio. Al futuro ci penserò più in là.

Di Lucrezia Caminiti

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