Genzano – Zoccolotti: “Cittadinanza onoraria Liliana Segre e sorelle Amati, sono orgoglioso”

Genzano – Zoccolotti: “Cittadinanza onoraria Liliana Segre e sorelle Amati, sono orgoglioso”

Il Sindaco di Genzano Carlo Zoccolotti ha riportato, sui propri canali social, il discorso pronunciato durante il Consiglio comunale di oggi per il conferimento della cittadinanza onoraria alla Senatrice Liliana Segre e alle sorelle Enrica, Dora e Ornella Amati, per il quale è arrivato voto unanime da tutto il Consiglio.

“Il Consiglio comunale si appresta a votare le delibere per il conferimento della cittadinanza onoraria alla Senatrice Liliana Segre e alle sorelle Enrica, Dora e Ornella Amati. Sia io in prima persona, sia tutta la Giunta e le forze di maggioranza abbiamo condiviso con totale convinzione la volontà di conferire un riconoscimento tanto simbolico, quanto importante a queste quattro donne. Ed è una volontà, badate bene, non politica, ma civica”.

“Negli ultimi anni, in diverse occasioni e, purtroppo, anche in contesti vicini al nostro Comune, abbiamo assistito a episodi di polemica politica sul conferimento di queste onoreficenze, alcuni dei quali riguardanti proprio la Senatrice Segre. Per questo motivo è, secondo me, importante sottolineare il carattere civico di questa delibera: la concessione della cittadinanza onoraria alla Senatrice Liliana Segre non insiste sui valori politici di questa maggioranza, ma sui valori fondanti della nostra Repubblica, sulla sensibilità che da sempre definisce quest’aula e la Città di Genzano”.

“Credo che il punto fondamentale sia capire qual è il significato della cittadinanza onoraria. Di certo l’intento è quello di riconoscere l’onore di persone che si sono distinte con particolare virtù in favore degli abitanti del Comune, del Paese o dell’umanità intera. Ma in questo caso, a mio avviso, il contenuto principale è un altro: da domani, se il Consiglio Comunale lo vorrà, la Senatrice Liliana Segre, Enrica, Dora e Ornella Amati diventeranno a tutti gli effetti cittadine di Genzano, nostre concittadine. E questo è un valore aggiunto enorme per la nostra comunità, guai a sottovalutarlo”.

“Da domani i bambini di Genzano avranno come concittadina una fra i venticinque bambini italiani sopravvissuti all’orrore dei campi di concentramento. E ricorderanno gli altri 751 che non sono mai tornati. Da domani i figli di Genzano avranno come concittadine le figlie di Giulio Amati, commerciante genzanese torturato, deportato e ucciso: e ricorderanno tutte le altre vittime della follia nazifascista e il dolore causato ai loro famigliari”.

“Primo Levi, nell’incipit de ‘I sommersi e i salvati’, scriveva che «la memoria umana è uno strumento meraviglioso, ma fallace». La naturale tendenza dell’uomo ad appiattire gli eventi storici, riducendoli a dinamiche più semplici da accettare e ricordare, rischia di far scivolare nell’oblio la centralità della responsabilità individuale e collettiva nei drammatici eventi della Shoah. La tragedia dello sterminio degli Ebrei è avvenuta con la compiacenza e spesso la complicità di tanti, troppi cittadini comuni, i quali pur essendo loro stessi oppressi dalle ignobili dittature al potere, intravedevano dei vantaggi personali”.

“Ma negli stessi anni, tanti altri cittadini, altrettanto comuni, hanno messo in pericolo la loro stessa vita per salvare quelle degli altri, proteggendo con atti di eroismo amici, vicini di casa o semplicementi esseri umani”. Di fronte alla follia della sopraffazione di una razza sulle altre, alcuni singoli hanno saputo costruire una rete e lottare per la vita. Di fronte all’ipocrisia del collettivismo nazifascista, hanno messo in piedi piccole comunità di resistenza. Dal seme di quella capacità di unirsi e sentirsi responsabili per gli altri è germogliata la vittoria della libertà”.

“Dopo decenni di sostanziale pace sul nostro territorio, oggi, seppur in un contesto totalmente differente, siamo tornati a temere quotidianamente per le vite dei nostri cari e soprattutto ad essere responsabili per il destino della nostra comunità. E tanto è stato ed è difficile abbandonare la fisicità della nostra vita sociale, tanto è stato ed è importante percepire noi stessi come parte di un tutto che si muove in un’unica direzione, rispettare le misure di contenimento dell’emergenza per proteggere chi ci sta accanto”.

“Proprio adesso allora è ancora più prezioso accogliere nella nostra comunità queste donne che hanno vissuto sulla loro pelle la peggiore esperienza di disgregazione umana e hanno poi deciso di dedicare la loro vita a diffondere i valori della memoria e della solidarietà. Con loro fra di noi, sarà più facile rinforzare la memoria dei tragici errori dell’Olocausto, ma anche la memoria del ruolo di ciascuno di noi all’interno della nostra comunità e della storia. Un voto unanime di cui sono estremamente orgoglioso e per il quale ringrazio tutto il Consiglio comunale”.

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Valentina INFO

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