Genzano, scuole derubate di centomila euro: arrestata la direttrice amministrativa

Genzano, scuole derubate di centomila euro: arrestata la direttrice amministrativa

Genzano – Mentre circa mille studenti ieri festeggiavano la fine dell’anno scolastico, la direttrice amministrativa del liceo scientifico statale Giovanni Vailati veniva arrestata nella sua casa ad Ariccia dai militari della Guardia di Finanza di Velletri su ordine del Tribunale.

Per la donna 64enne sono arrivati i domiciliari, in applicazione di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari di Velletri.

I reati ipotizzati dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani, che ha coordinato le indagini, sono il peculato e l’autoriciclaggio. Secondo gli inquirenti la direttrice amministrativa si sarebbe appropriata dei soldi di due scuole, trasferendoli sui propri conti correnti. Si tratterebbe di oltre centomila euro e il tutto sarebbe avvenuto tra il 2019 e la primavera di quest’anno.

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L’indagine è partita da un’altra scuola dei Castelli, nell’Istituto Comprensivo di Albano Laziale dove, fino all’autunno scorso, la donna lavorava col ruolo di Direttore dei servizi generali amministrativi (Dsga), lo stesso preso poi nel liceo genzanese. All’inizio dell’attuale anno scolastico, nella scuola albanense c’è un avvicendamento. La dirigente scolastica avvia una verifica della situazione e analizza anche le condizioni economiche dell’Istituto, ma i conti non tornano. A ottobre presenta una denuncia alla Procura di Velletri e cerca un nuovo Dsga. Scattano le indagini. I Finanzieri diretti dal capitano Giovanni Botta fanno gli accertamenti e acquisiscono la documentazione.

Dopo la richiesta del sostituto procuratore di Velletri, Cassiani, arriva l’ordinanza del Gip, eseguita ieri mattina dalle Fiamme Gialle.

Nei prossimi giorni la direttrice amministrativa dovrà comparire davanti al giudice delle indagini preliminari per chiarire la sua posizione e rispondere alle domande del magistrato.

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A causa del suo ruolo, tutte le pratiche burocratiche passavano sulla scrivania della donna, compresa la gestione amministrativa del denaro tramite i mandati di pagamento, necessari a saldare le spese della scuola. Quegli atti avevano però bisogno di una doppia firma per essere eseguiti: la sua e quella del dirigente scolastico. Confidando nella collaboratrice, i presidi le avevano lasciato le credenziali con cui utilizzare la firma digitale per perfezionare i mandati. Ma, a quanto sembra, lei ne avrebbe approfittato.

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Autore F

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