Discarica Albano, Colacchi: “si trovi subito una soluzione valida”

Discarica Albano, Colacchi: “si trovi subito una soluzione valida”

Il 2 agosto scorso si è tenuto il Consiglio Comunale di Castel Gandolfo, con le comunicazioni del Sindaco, al primo punto dell’ordine del giorno, nel quale ha reso nota, in maniera molto rapida, la vicenda legata alla riapertura della discarica dei rifiuti di Albano Laziale.

“Il sindaco ha illustrato la questione in un comunicato della durata di circa 30 secondi. Avrei preferito una disamina della vicenda più attenta e puntuale e la contestuale presentazione di un ordine del giorno di protesta nei confronti delle istituzioni sovra comunali, responsabili di questa incresciosa e preoccupante situazione dei rifiuti in cui versa la città di Roma e della conseguente decisione di ‘scaricarli’ in altri Comuni” esordisce l’ex Presidente del Consiglio Comunale di Castel Gandolfo, Maurizio Colacchi.

“Mi permetto di ricordare che nel 2006, in occasione della pesante situazione debitoria che si era venuta a creare nel Consorzio GAIA, che decise in modo unilaterale di sospendere il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani anche nel mio Comune che era virtuoso (cioè in regola con i pagamenti), aprii, in qualità di Sindaco, una vertenza che si concluse con la nostra uscita dal Consorzio, evitando così che si riversassero nelle nostre strade montagne di rifiuti”.

“Il Comune di Castel Gandolfo, dopo aver vinto un ricorso al Tar, fu il primo Comune ad uscire dal Consorzio GAIA. Per questo ho subito delle pressioni politiche ma ero e sono convinto che un Sindaco deve innanzitutto tutelare gli interessi della sua Città e dei propri cittadini, anche in contrasto con il partito di appartenenza. Sono solidale con quei comitati e quei cittadini che stanno presidiando il sito di Roncigliano da settimane, del resto è l’unica azione credibile di protesta nei confronti del Sindaco di Roma e del Presidente della Regione Lazio”.

“Oggi, più che mai, occorre trovare una valida soluzione ad un problema che si trascina da decenni. Di certo, l’indecente scaricabarile in atto tra il Comune di Roma e la Regione Lazio non facilita questo arduo compito. Ancora non abbiamo un Piano dei Rifiuti Regionale operante e siamo in piena emergenza. Spetta alla Regione Lazio, d’intesa con l’Area metropolitana e i Sindaci trovare la sintesi politica. Ma questo non si è voluto fare”.

“Rimane quindi ai sindaci di chiedere con urgenza al Ministero della Transizione Ecologica di intervenire con i poteri che gli sono propri ed avocare presso il Dicastero tutte le competenze in materia di rifiuti. Non risolverebbe il problema nell’immediato, saranno necessari vari anni per realizzare gli impianti necessari, però almeno sarebbe un punto di partenza”. Così conclude il comunicato di Colacchi.

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Redazione 2

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