Albano, sit-in del comitato Ust per la chiusura della discarica

Albano, sit-in del comitato Ust per la chiusura della discarica

Albano – La partecipazione al sit-in organizzato dal comitato Ust davanti al comune, oggi alle 16, ha visto una buona partecipazione. Presenti molti dei presidenti di comitati e associazioni di Albano laziale e il consigliere comunale di FDI Federica Nobilio.

Una stretta rappresentanza del comitato, insieme ad un residente del villaggio ardeatino, è stata ricevuta dal sindaco Borelli, dopo due ore di presidio.
Il comitato Uniti per la Salvaguardis del Territorio si aspetta concrete e motivate risposte a quelle che sono state le richieste avanzate nei passati incontri e alle quali non abbiamo ricevuto riscontro” dicono dal direttivo.

La firma dell’ordinanza di chiusura in autotutela per quanto concerne la salute degli abitanti di Albano, Ardea e dei Castelli Romani, rimane la richiesta principe del comitato Ust.
Non ci è dato sapere quali azioni, il sindaco di Albano laziale con gli altri 11 sindaci di bacino, hanno portato sul tavolo per contrastare la decisione di firma della proroga del sindaco Gualtieri fino a luglio inoltrato“.

Il 7 Gennaio 2022 i sindaci sono tornati a casa “delusi”, come se la scelta che gli veniva comunicata non fosse stata considerata come molto possibile.
Rimangono tantissimi interrogativi e altrettante illogiche questioni che non solo, non ci permettono di pensare ad una resa ma, ci rendono perseveranti nel pretendere le giuste misure di tutela.”

Ci chiediamo oltrettutto come sia possibile aumentare il numero dei comuni, fino a 24, che andranno a conferire nella discarica di Roncigliano, senza tenere conto e senza spiegare trasparentemente la capacità residua dell’invaso. Continuano gli associati Ust.”

Come richiesto da più comitati e associazioni, oltre da noi, il sindaco ha confermato che i legali stanno predisponendo azioni per verificare la illegittimità della voltura delle società Colleverde e Ecoambiente alla Pontina Ambiente, su cui grava l’interdittiva per mafia, sulla quale si basa l’autorizzazione della Regione Lazio, per la gestione del sito di Roncigliano. Inoltre predisporanno un ricorso al Tar sulla ordinanza di proroga firmata da Gualtieri?”

Chi sa se ci dobbiamo preparare ad una vergognosa montagna di monnezza, l’apertura dell’ottavo invaso o a quale altra immane sciagura dovremmo subire, data l’incapacità gestionale e programmatica del comune di Roma e della Regione Lazio che obbliga al sacrificio la provincia virtuosa e stanca.
Che i romani inizino a fare la differenziata da subito, ci pare ora!

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