Albano, le parole del Vescovo Vincenzo Viva durante la celebrazione del suo insediamento

Albano, le parole del Vescovo Vincenzo Viva durante la celebrazione del suo insediamento

Albano – Iniziata alle 16:30 di oggi, la celebrazione di insediamento del vescovo Vincenzo Viva, proveniente dalla diocesi di Gallipoli. La diocesi albanense sarà lasciata dal monsignor Marcello Semeraro, il quale andrà a servire come prefetto per la Congregazione dei Santi in Vaticano.

La giornata di insediamento è iniziata con la visita in comune, accompagnato dal parroco di Albano, don Adriano Gibellini, qui sta salutando i sindaci del bacino di sua competenza. Molti i sindaci presenti, quelli di Ardea, Pomezia, Albano, Ariccia, Castel Gandolfo, Nemi, Genzano, Aprilia, Anzio e Nettuno. Non tutti i sindaci del bacino sono presenti in quanto sono tredici i comuni di sua competenza.

Alle 18:00 ci sarà la celebrazione di insediamento in presenza di alcuni cardinali giunti da Roma, fra cui lo stesso cardinale Marcello Semeraro, il quale celebrerà e sovrintenderà l’insediamento del nuovo vescovo.

La diocesi di Albano è estesa e veramente popolosa, con i suoi oltre 500.000 abitanti” afferma il vescovo Viva. “Saluto i rappresentanti della vita pubblica e quanti hanno responsabilità nelle istituzioni civili e le forze dell’ordine“.

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Provengo da una famiglia di umili origini, di italiani che negli anni ’60 sono emigrati all’estero in cerca di un futuro migliore. Nella città di Francoforte, dove sono nato e cresciuto, ho imparato fin da piccolo il valore del lavoro e il senso del sacrificio” continua. “Mi hanno insegnato anche l’apertura agli altri e la ricchezza delle diversità, che sono una minaccia, ma un arricchimento.

Si aggiunge che la pandemia ha sconvolto i ritmi della vita. Ha scombussolato il vissuto delle relazioni, le povertà sono diventate più gravi e il futuro più incerto e il presente è segnato da una vulnerabilità su tutti i livelli che mai avevamo immaginato prima” prosegue.

Sentitemi vicino anche nelle responsabilità per i grandi problemi, come la mancanza di lavoro, la fatica di educare all’interno delle famiglie e della scuola. C’è la necessità di creare i presupposti per una convivenza pacifica, fra persone di origini ed estrazioni diverse” conclude il vescovo Viva.

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