ALBANO LAZIALE, DISCARICA, MAXI-BIOGAS DA 80MILA TONNELLATE L’ANNO DEPOSITATE LE OSSERVAZIONI PRELIMINARI

ALBANO LAZIALE, DISCARICA, MAXI-BIOGAS DA 80MILA TONNELLATE L’ANNO DEPOSITATE LE OSSERVAZIONI PRELIMINARI

Albano Laziale – L’Associazione Saluta ambiente diffonde il suo comunicato stampa relativo alle osservazioni preliminari contro l’impianto biogas da 80mila tonnellate depositate ieri.

Fabio Martella


10 mesi fa (per la precisione il 15 gennaio 2021) i pappagalli del Gruppo Cerroni (società Colle Verde affittuaria del monopolista del settore Manlio Cerroni) giuravano e spergiuravano (a mezzo stampa) di voler avviare un “processo inclusivo e di condivisione con il territorio” e di voler “dialogare con i cittadini, con un costruttivo confronto”.

Poi a luglio scorso questi signori del nord hanno calato la maschera ed abbiamo capito davvero chi sono: mentre (il 15 luglio) la sindaca di Roma Virginia Raggi decideva si scaricare la spazzatura di Roma ad Albano,ed i Castelli Romani romani erano in ginocchio davanti i cancelli d’ingresso della discarica di Albano, loro (il 22 luglio) ESORTAVANO l’Ufficio Rifiuti regionale ad avviare “entro 5 giorni” – così hanno scritto – l’iter amministrativo per l’approvazione di un nuovo e maxi-biogas da 80mila tonnellate l’anno, laddove i comuni di bacino ne producono a mala pena 25mila, quindi circa il 150% più grande del necessario.

Ieri, 30 settembre, abbiamo inviato in Regione Lazio ed ai 4 comuni invitati in Conferenmza dei Servizi (Albano, Ariccia, Ardea e Aprilia) le nostre osservazioni preliminari. 

I punti chiave:

– il ‘nuovo’ progetto preliminare del maxi-biogas non è stato pubblicizzato correttamente, in violazione dei termini di trasparenza e partecipazione dei cittadini posti dalla legge;

– il terreno su cui la società Colle Verde vuole costruire il maxi-biogas è di proprietà della Pontina Ambiente (Gruppo Cerroni) su cui grava una interdittiva antimafi definitiva confermata da due gradi di giudizio;

– Non si conosce lo stato di salute attuale dei residenti che vivono nei pressi della discarica, eppure il 16 novembre 2020 (determinazione Regione Lazio n.g-13554) l’Area Rifiuti Lazio ha finanziato un nuovo studio epidemiologico ad Eras Lazio che non è stato ancora ultimato e reso pubblico;

– Ignorata la presenza di siti sensibili: il grande plesso scolastico di Cancelliera, le chiese di Cancelliera e Fontana di Papa, il Noc-Nuovo Ospedale dei Castelli, il centro sportivo;

– Il ‘mistero’ del numero di pozzi spia interni alla discarica che sono 9 e non 4, con l’A.I.A. del 2009 mai aggiornata e revisionata, per non disturbare il Gruppo Cerroni;

– la discarica è un sito dichiarato inquinato da 10 anni, ma ancora mai bonificato né soggetto a caratterizzazione idrogeologica, ossia ad una analisi approfondita dello stato dei terreni e delle falde circostanti il sito industriale. 

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Valentina INFO

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