Albano-Ariccia, per il 2022 don Antonio punta su salute psicologica, lavoro e ambiente

Albano-Ariccia, per il 2022 don Antonio punta su salute psicologica, lavoro e ambiente

Albano, Ariccia – Per la sua omelia di fine anno Don Antonio Salimbeni, parrocco delle due parrocchie di Albano-Cancelliera e Ariccia-Fontana di Papa, punta forte sulla salute psicologica dei suoi fedeli particolarmente provata dall’emergenza sanitaria generata dal Covid, sul lavoro sempre più precario a causa dell’emergenza economica e sull’emergenza ambientale e dell’inquinamento.

Cari fratelli e sorelle – così recita la sua omelia di fine anno e di buon augurio per il 2022 – anche quest’anno oramai sta volgendo a termine, mentre ci apprestiamo a festeggiare l’arrivo del 2022. Mi sento di esprimere lode e ringraziamento a Dio perché, anche in un tempo di difficoltà e di prova come questo che stiamo vivendo, è stato vicino a tutti noi e la sua presenza nella nostra vita comunitaria e personale ci ha aiutato ad essere all’altezza delle situazioni.”

Carissimi, l’anno appena trascorso è stato pieno di sfide, a cominciare dalla pandemia, che continua a tenere stretta la nostra comunità, come il mondo intero, nella sua morsa; vi invito, con forza, a continuare ad essere prudenti, stare attenti, nello spirito della tutela della vita umana, sia la propria che quella del nostro prossimo, che ci è stata donata dall’Altissimo con immenso amore.

L’emergenza pandemica porta con sé, come ci siamo potuti accorgere, altre urgenze, innanzitutto quella psicologica, che colpisce soprattutto i giovani ed i bambini; abbiamo assistito, purtroppo, a giovani del nostro territorio che si sono tolti la vita; siamo di fronte ad una vera e propria emergenza educativa, che chiama in causa tutta la società a partire dalla famiglia, ed interpella con forza le istituzioni sociali e politiche del luogo, che hanno il dovere di rispondere a questo crescente disagio, non lasciando indietro che si sente debole, fragile, abbandonato, ma promuovendo occasioni di incontro, di sostegno, di aiuto.”

Un’altra emergenza, non meno importante, che ci preoccupa costantemente è il lavoro. Ho già avuto modo di ricordare quanto il lavoro sia importante per ogni uomo, non solo come mezzo di sostentamento, ma come specchio della sua dignità e strumento della sua crescita non solo professionale, ma anche personale e spirituale; occorre, cari amici, che si faccia tutto il possibile per proteggere i posti di lavoro, tutelare sempre più l’incolumità di chi lavora, soprattutto in contesti pericolosi, e creare nuove occasioni di lavoro a partire dalle ricchezze e dalle possibilità offerte dal nostro territorio.”

Questo territorio, così pieno di bellezze naturali, storiche ed artistiche, che è minacciato dall’incuria, dal degrado, dall’inquinamento in tutte le sue forme; occorre che siamo sempre più consapevoli che l’ambiente, la natura, il Creato sono doni che Dio ci ha dato perché ci ama; se amiamo Lui, allora ameremo tutte le sue creature.”

Come ha affermato papa Francesco nella sua enciclica “Laudato Si” occorre convertirci, ognuno di noi, ad un nuovo stile di vita, radicato nel Vangelo, che eviti di distruggere la nostra casa comune, sacrificando tutto al consumismo e trasformando tutto il resto in scarto, comprese le persone; qui mi vengono in mente gli anziani, gli ammalati, i bisognosi, che molto spesso vengono tenuti al margine, perché, secondo una logica perversa, non servono a niente, sono inutili; una logica che vuole sostituire una cultura della morte alla cultura della vita, vita , ogni vita, da tutelare, curare, sostenere, perché dono di Dio.”

Cari fratelli e sorelle, guardando al nuovo anno e alle sfide che la nostra comunità e tutto il genere umano devono affrontare, sono fiducioso che, nonostante le difficoltà, le durezze, gli ostacoli, ne usciremo migliori, poiché abbiamo come fonte della  nostra speranza Gesù, Nostro Signore e Salvatore.”

“Ricordiamoci infatti quella pagina di Vangelo in cui i discepoli, spaventati dalla tempesta, terrorizzati dalla prospettiva di affondare con la barca in mezzo alle onde del mare di Tiberiade, corrono a svegliare il Maestro, il quale dormiva tranquillamente; alla loro preoccupazione Egli risponde “Perché avete paura? Non avete ancora fede?”. La Fede in Lui sarà, in questo nuovo anno, la nostra Forza, la nostra Ancora, la nostra Luce che squarcia le tenebre del mondo; Gesù, Via, Verità e Vita, guidaci Tu sulle strade di questo nuovo cammino che si apre davanti a noi! Di cuore Vi benedico e Vi auguro un anno pieno di amore, sostegno, vicinanza e soddisfazioni. Don Antonio”.

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