Albano, 30 ottobre assemblea straordinaria discarica Roncigliano

Albano, 30 ottobre assemblea straordinaria discarica Roncigliano

Albano – “Sabato 30 ottobre alle ore 16.30 ci sarà assemblea straordinaria e urgente, piazzale della discarica di roncigliano, massima partecipazione! Il raddoppio dei blindati, il ritorno della digos con telecamerina fissa difronte ai cancelli della discarica di questa mattina ci dicono chiaramente che le aspettative della questura e del prefetto dopo le ultime tremende notizie, che confermano che quello che stiamo dicendo e testimoniando da mesi è stato maledettamente giusto, sono state evidentemente molto alte in termini di potenziale aumento della presenza dei cittadini : ci hanno sopravvalutato loro oppure c è ancora tanta, troppa gente che SOTTOVALUTA la portata di questo più che annunciato disastro sanitario e ambientale?” Questo il comunicato dell’associazione No inceneritore

Di seguito il comunicato stampa del presidio permanente contro la discarica: “Il 26 e il 27 ottobre 2021 Arpa Lazio ha diffuso i risultati delle analisi dell’acqua dei pozzi della discarica e quelli dell’ultimo prelievo dei rifiuti provenienti da Roma, dai quali si conferma la pesantissima contaminazione delle falde idriche e la non conformità dei rifiuti.

Valori eccedenti di metalli e organici, tra i primi mercurio (180% pozzo H), nichel (+165% pozzo I bis), manganese (+23.900% pozzo L), ferro (+5.400% pozzo I bis) e poi 1,2 dicloropropano (+26.600% pozzo L) , cloruro di vinile (+160% pozzo I bis), triclorometano (+ 33% pozzo G) tra gli idrocarburi.

Valori del tutto fuori limiti per gli indici di stabilizzazione in tutti i campioni di rifiuti conferiti dalle società Saf, Ama e la commissariata E.Giovi; quantità eccedenti di zinco, presenze quotidiane di rifiuti non conformi alla normativa o contenenti materiali non autorizzati come pneumatici e materassi.

Siamo da tre mesi in presidio permanente davanti alla discarica, controlliamo giornalmente gli sversamenti dei camion, documentiamo e denunciamo le decine di irregolarità con foto e video. E invece giorno dopo giorno cresce il numero degli scarichi nel VII invaso che ormai si avvicinano alle 600 tonnellate giornaliere.

Ora, dopo incontri, sollecitazioni senza risposta, esposti e questa ennesima certificazione Arpa del disastro, chi fino ad oggi ha temporeggiato o si è reso complice o peggio artefice della riapertura della discarica, dovrà rendere conto di aver ignorato o sottovalutato la crescente contaminazione delle falde idriche e di aver violato gli obblighi imposti dalla legge quadro ambientale, che prevedono il fermo immediato di qualsiasi attività e l’avvio della bonifica del sito.

I diversi gradi di responsabilità dirette e indirette sono facilmente individuabili:
-l’ex sindaca di Roma e della Città metropolitana per aver imposto l’ordinanza di riapertura, -la Presidenza regionale per aver avallato in qualche misura la riapertura,
-le Direzioni Ambiente e rifiuti della Regione Lazio per aver concesso autorizzazioni e volture alle società Ecoambiente e Colleverde malgrado l’AIA scaduta e “inefficace”,
– il sindaco di Albano per non voler andare oltre i ricorsi ai tribunali amministrativi e la richiesta di avviare la caratterizzazione idrogeologica, sottraendosi alla scelta coraggiosa dell’ordinanza urgente di chiusura del sito per inquinamento intollerabile, mancata bonifica e rischio di gravi danni alla salute della popolazione coinvolta.

Il nuovo sindaco di Roma dovrà spiegarci se il suo modo di ripulire Roma passerà per la conferma dell’ordinanza Raggi e di tutte le politiche scellerate e predatorie di raccolta e gestione dei rifiuti oppure no.
Il 20 novembre mattina saremo in presidio al Campidoglio e andremo direttamente a chiederglielo.

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