IFO: LE BUONE PRATICHE CONDIVISE A GARANZIA DEL CONTINUO MIGLIORAMENTO DI QUALITA’ E SICUREZZA DELLE CURE

IFO: LE BUONE PRATICHE CONDIVISE A GARANZIA  DEL CONTINUO MIGLIORAMENTO DI QUALITA’ E SICUREZZA DELLE CURE

Ripa di Meana: “La qualità non si focalizza sui numeri o sugli standard bensì sui processi.
L’adeguata  intensità di cura si associa alla continuità assistenziale grazie all’integrazione orizzontale tra professionisti”

Roma, 11 dicembre 2019 – La qualità e la sicurezza delle cure sono il riferimento principale per gli Istituti Regina Elena e San Gallicano. L’approccio per migliorare e talvolta cambiare i  processi organizzativi, clinici e scientifici segue costantemente il ciclo della qualità. Questo contribuisce ad aumentare la consapevolezza e la responsabilizzazione degli operatori sanitari.
Il Quality Day di oggi, alla sua prima edizione, è stato un momento importante  d’incontro dove una platea multidisciplinare di  professionisti, dagli operatori sanitari, ai ricercatori, agli amministrativi,  si è confrontata sulle esperienze in corso e future che guardano al benessere del paziente, protagonista di ogni progetto e iniziativa.
La giornata agli IFO  si è svolta all’interno di un percorso continuo di implementazione di  progetti complessi che trainano e obbligano a migliorare la qualità: i numerosi accreditamenti secondo standard nazionali ed internazionali ( es. OECI, Euracan,ecc.), l’accesso alle cure attraverso i percorsi e la presa in carico globale della persona, le tecnologie  innovative, il Centro Studi di Fase 1, l’implementazione di tecniche d’avanguardia radioterapiche come il Cyberknyfe, e tra le prossime sfide la Protonterapia. 

“La qualità non si focalizza sui tempi di attesa, sulla quantità di prestazioni erogate o sugli standard – dichiara Francesco Ripa di Meana, Direttore Generale IFO–  bensì sui processi. Ripensare all’accesso e alla presa in carico globale del paziente attraverso il percorso oncologico e quello chirurgico, significa essere orientati a una qualità  del percorso trasversale che  non si ferma alla singola prestazione e al singolo atto medico. Il nostro impegno guarda all’ integrazione orizzontale tra professionisti affinché il concetto della adeguata  intensità di cura sia associato alla adeguata continuità assistenziale e che i due aspetti siano reciprocamente valutabili.”

“Il paziente più complesso – prosegue Ripa di Meana –   ha bisogno di più standardizzazione e anche di maggiore capacità di prendere decisioni fuori dagli standard.  E quindi possiamo dire che questa giornata rappresenta un cardine, un punto di passaggio  dalla straordinarietà alla ordinarietà della qualità.”

“La multidisciplinarità e la multiprofessionalità – ha detto Branka Vujovic, Direttore Sanitario IFO e Direttore scientifico dell’evento – sono la strategia vincente per raggiungere con efficacia migliori risultati di salute e consolidarli. Il cambiamento dei processi segue con costanza il ciclo della qualità e contribuisce ad aumentare la consapevolezza e la responsabilizzazione degli operatori sanitari.”

 “La qualità dei processi  – evidenzia Gennaro Ciliberto, Direttore Scientifico del Regina Elena – è al centro degli obiettivi strategici dei nostri Istituti. Abbiamo ottenuto nel 2015 il massimo riconoscimento su quattro livelli di classificazione come Comprensive Cancer Center  e oggi siamo di nuovo in fase di accreditamento. Ringrazio tutto l’istituto per l’impegno volto a riconfermare a breve l’importante riconoscimento di qualità.”

“Il Quality Day sarà prassi annuale nei nostri Istituti – sottolinea Aldo Morrone, Direttore Scientifico del San Gallicano – ma il prossimo anno saranno chiamati a presentare le buone pratiche anche i pazienti, i familiari ed i volontari a testimonianza del lavoro che stiamo facendo per l’empowerment e la centralità della persona nella ricerca, prevenzione e cura.”

Silvio Brusaferro, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità ha svolto un excursus di tutte le linee guida, le raccomandazioni e le direttive a livello mondiale, europeo e nazionale che negli ultimi 10 anni hanno radicalmente modificato gli standard organizzativi in un ottica di sicurezza e qualità delle cure. “La dimostrazione da parte delle strutture sanitarie e delle Regioni degli esiti di cura consente al cittadino di scegliere il posto migliore dove farsi curare e ad amministratori ed operatori di comprendere i problemi ed applicarsi per superarli. La “cassetta degli attrezzi” oggi a disposizione è molto ampia (raccomandazioni, direttive, ecc.), bisogna lavorare pensando ad annullare esiti avversi prima che accadano.”

Le buone pratiche premiate sono:

1° Premio – Strategie di semplificazione della terapia antiretrovirale di HIV a parità di efficacia e tollerabilità per il miglioramento della sostenibilità della spesa del SSN- Alessandra Latini Dermatologia-MST ISG e Felice Musicco, Farmacia  e Farmacovigilanza IFO

2° Premio – Laparoscopia di un acquisto”,  rifunzionalizzazione dei processi di acquisto del materiale di consumo dedicato alla chirurgia robotica – D’Incecco Bayard De Volo Giovanni, Acquisizione Beni Servizi

3° Premio – Implementazione della risposta psicologica dell’ambiente di cura – Patrizia Pugliese, Servizio di Psicologia

Miglior poster premiati:

  • La BBIRE una risorsa chiave per la ricerca traslazionale
    Laura Conti, Biobanca IRE
  • Telemedicina in Neuroncologia
     Andrea Pace Neuroncologia
  • La diagnostica non invasiva dermatologica nell’ottimizzazione della gestione clinica dei pazienti oncodermatologici
    Marco Ardigò, dermatologia clinica e Pasquale Frascione, Dermatologia oncologica San Gallicano


Ufficio Stampa e Relazioni Esterne IFO 

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