Albano Racconta(ndo) III edizione, festival di teatro di narrazione

Albano Racconta(ndo) III edizione, festival di teatro di narrazione

Albano – Ritorna il teatro all’aperto ad Albano Laziale. 

Quattro giorni, cinque spettacoli di narrazione conosciuti e apprezzati sulla scena nazionale per la terza edizione del festival Albano Racconta(ndo), che si svolgerà da domenica 11 luglio a mercoledì 14 luglio 2021 in uno dei luoghi più suggestivi della cittadina laziale: la piazzetta antistante Santa Maria della Rotonda.  

Il festival si riconferma grazie alla volontà e alla collaborazione organizzativa tra Marina  Checchi, libraia e presidente dell’associazione culturale TUedIO, e la direzione artistica di  Maria Assunta Salvatore, unite dalla comune passione per le storie.  

Albano Racconta(ndo) sarà inaugurato domenica 11 luglio da sarà un doppio  appuntamento. 

Alle ore 17 in scena la compagnia Eccentrici Dadarò con lo spettacolo dal titolo Vote for. Una coppia comica si prodiga a trasformare la piazza perché qualcuno di molto  importante sta arrivando e bisogna essere tutti pronti. Mentre si aspetta la clownerie diventa protagonista con i suoi lazzi, le sue magie e i disastri di questi moderni “Stanlio e  Ollio”.

Un “Aspettando Godot” rivisto con gli occhi di due clown… Tra gags, magia e  trovate inaspettate, riscoprendo il senso dell’attesa spesso dimenticato in un mondo  sempre più veloce e fagocitante. E alla fine una fine ci sarà. Sì, perché alla fine arriva… 

Alle ore 21 sarà la volta di Daria Paoletta con Esterina Centovestiti, prima regionale. L’attrice racconta del mondo dell’infanzia dal vissuto di Lucia Ghibelli. Lucia è una  giovane donna che cerca di ricomporre con precisione i giorni della scuola e di quando, in  quinta elementare, comparve in classe Esterina Gagliardo. 

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L’arrivo di Esterina mette scompiglio nella vita di Lucia e non solo; il fatto che indossa  sempre gli stessi pantaloni e ha il colletto del grembiule stropicciato; oppure che se ne sta  sempre sola e non è facile comprendere quello che dice.

Eppure, come spesso accade, le cose che non si riescono a capire, nel tempo, infine trovano una definizione e finisce  che si rivelano fondamentali per la crescita personale di una bambina di dieci anni. Le vicende della storia mettono in luce le gioie e i dolori, le riflessioni più intime, le domande  esistenziali, i perché inspiegabili di quell’età fragile e potente al tempo stesso.

Lunedì 12 luglio ore 21 toccherà a Flavio Albanese con il suo Il Codice del Volo. Flavio Albanese, racconta la vita, le peripezie, i miracoli e i segreti del  più grande genio dell’umanità, la sua particolarissima personalità, ma soprattutto la sua  voglia di conoscere e insegnare. Perché Leonardo voleva volare? Lo spiega Zoroastro, il suo allievo, il suo giovane di  bottega, ovvero l’assistente e suo amico fedele: Tommaso Masini.

È proprio lui che ha  sperimentato una delle più ardite invenzioni del Maestro: la “macchina per volare”. Gli  spettatori conosceranno la storia, l’umanità e soprattutto il modo di pensare di un genio  poliedrico e originalissimo che è il simbolo del nostro Rinascimento. Protagonista assoluta  è la curiosità, l’inquieta tensione dell’uomo verso la scoperta, l’incredibile capacità umana  di arrivare oltre i limiti che la natura sembra imporci. 

Armando. Lettere ®esistenti andrà in scena martedì 13 luglio. Scritta da Rita Pelusio,  Domenico Ferrari ed Enrico Messina, che ne cura anche la regia, questa storia unisce tre  generazioni: il figlio Enrico, il padre Mario e il nonno Armando. Ed è vera. Nasce dalle lettere di Mario, appena dodicenne, e suo padre Armando durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1944. Le ritrova Enrico, l’attore in scena, conservate in una valigia,  nel 2017, settantatré anni dopo.

Leggendole, un po’ alla volta, Enrico ricostruisce la sua  storia: la storia della sua famiglia, la storia della sua città. La nostra storia: perché in quelle  lettere la storia piccola di un bambino che desidera soltanto riabbracciare suo padre,  s’intreccia con la grande e dolorosa storia del nostro Paese. Armando Vezzelli era un maestro di scuola elementare; un intellettuale che durante la guerra scelse di ribellarsi alla  dittatura e di organizzare la Resistenza nella sua città, Genova. Per questo andrà incontro  all’arresto, alla deportazione e alla morte nel campo di sterminio di Mauthausen. 

A chiudere questa edizione sarà Ubu re, Ubu chi? di Kanterstrasse Teatro, mercoledì  14 luglio. 

Ubu Re è uno dei quattro testi che compongono la quadrilogia di Alfred Jarry, scrittore,  poeta e drammaturgo francese inventore della Patafisica. Ubu Re è un testo andato in  scena per la prima volta nel 1896 facendo subito scalpore. È un testo che ha cambiato il  teatro, un classico moderno capace di parlarci ancora oggi.

La pièce segue le avventure  dell’assurdo e cattivissimo Padre Ubu, capitano dei dragoni, officiale di fiducia di  Venceslao Re di Polonia, e della perfida e ingannevole Madre Ubu, sua moglie. Padre  Ubu, spinto dalla Madre e con l’aiuto del capitan Bordure, uccide il Re Venceslao  impossessandosi del trono di Polonia. 

Ubu Re parla di politica, di colpi di stato e di guerre, di salite e veloci discese, parla di noi e  a noi. Un testo sempre attuale, perché in fin dei conti le regole alla base del gioco sono  sempre le stesse: il potere, la ricchezza e l’ingordigia che porta a consumare e a  consumarsi sempre troppo velocemente.

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