Grottaferrata, tentativo di rilascio coatto di immobile ATER

Grottaferrata, tentativo di rilascio coatto di immobile ATER

Grottaferrata – Si riporta di seguito la comunicazione di Giampiero Fontana:

“Giovedì 10 giugno il Comune con gli “attori” istituzionali preposti, aveva in programma lo sgombero forzoso di un appartamento ATER sito in Via G. Vannini (località Colle Sant’Antonio).

L’immobile, a suo tempo occupato abusivamente, ospita un nucleo familiare caratterizzato da una complessa e delicata situazione di disagio sociale, handicap ed indigenza, con la presenza di un minore, ben nota al Servizio Sociale comunale, all’Assessore delegato ed al Sindaco.

giugno

Fatto salvo il principio di legalità e ferma restando la condanna dell’occupazione abusiva delle “case popolari” (e di ogni altro immobile ad uso abitazione, anche privato), si ritengono tuttavia paradossali, oltre che tardive, le dichiarazioni del PD grottaferratese.

Si ricorda innanzitutto al PD che “l’occupazione per necessità” di un immobile non è una fattispecie giuridica contemplata dal diritto, salvo il ricorrere – per tutto il tempo dell’illecita occupazione – della specifica condizione di pericolo di danno grave alla persona (Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 10694 del 30/10/2019).

Altra cosa è dire che esistono, indubitabilmente ed anche nella “ricca” Grottaferrata, situazioni di emergenza abitativa (nonostante il Sindaco Andreotti abbia affrontato l’argomento con preoccupante superficialità, anche nel Consiglio comunale del 3/8/2020, e benché la tematica non sia mai stata trattata nella 2° Commissione consiliare permanente).

Ciò detto, appare poco credibile l’intemerata dem che “chiede con preoccupazione al Comune e ai Servizi Sociali competenti come mai questa situazione di disagio abitativo non sia stata adeguatamente presa in carico prima che il bisogno sfociasse nella decisione di occupare per avere un tetto sopra la testa”.

E poco incide, politicamente, ricordare che la Consigliera PD abbia presentato un’interrogazione per sollecitare il Sindaco a prendere in consegna i 4 appartamenti destinati al Comune, realizzati nel recente intervento edilizio in Via Rossano Calabro, seppure l’atto di sindacato ispettivo ha quantomeno consentito di portare l’argomento in discussione in Consiglio ma senza risolvere la situazione di stallo.

Piuttosto, il PD renda pubblica la riferita “relazione sul disagio abitativo locale” di cui, si presume, sarebbe in possesso e, unitamente agli altri Consiglieri di minoranza chieda l’urgente convocazione di un Consiglio comunale monotematico sulle politiche abitative.

Magari corredando la richiesta con una Proposta di Delibera o una Mozione di indirizzo ad hoc in cui si impegnano il Sindaco e tutta la Giunta (non solo l’Assessore ai Servizi Sociali, peraltro un tempo membro del Direttivo PD grottaferratese…).

Riferisca in Aula sulle eventuali situazioni di emergenza abitativa esistenti, indicando soluzioni concrete e sostenibili sul problema-casa a Grottaferrata.

Da ultimo, si registra l’assenza in Via G. Vannini della Consigliera PD, nonostante alcuni (noti) responsabili sovracomunali dem avrebbero saputo, per tempo, del programmato sgombero forzoso e benché gli stessi ne avessero assicurato la presenza.

Parimenti assenti tutti gli altri 15 Consiglieri comunali, inclusi gli ulteriori 6, almeno “sulla carta”, di minoranza, cosi come non erano presenti il Sindaco, l’Assessore ai Servizi Sociali e la Responsabile del Servizio.

Ugualmente non pervenute le “altre” forze politiche (o presunte tali), sia quelle che rivendicano non si sa bene quali mirabolanti azioni sul territorio, sia quelle che dovrebbero “dar voce e sostenere chi vuole essere ascoltato, rappresentato e considerato, in maniera concreta, leale e trasparente”.

Ricordando che il Decreto “sostegni”, causa COVID-19, ha ulteriormente prorogato gli sfratti al 30 settembre o al 31 dicembre, a seconda della data di rilascio, per la cronaca hanno differito l’esecuzione del rilascio dell’immobile in Via G. Vannini al 10 settembre.

L’auspicio è che, prima di quella data, le forze politiche e civiche vogliano prendere a cuore la situazione del nucleo familiare che occupa l’immobile, prodigandosi fattivamente (e non a chiacchiere) per la migliore soluzione possibile della grave problematica.”

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